di Rossana Francesca Colucci


 

Definizione e Introduzione

Il Disturbo da Dismorfismo Corporeo, precedentemente detto Dismorfofobia, è una condizione caratterizzata da preoccupazioni eccessive per imperfezioni, non osservabili oggettivamente, che le persone che ne sono affette percepiscono nel loro aspetto fisico (APA, 2013). Si tratterebbe, infatti, di una dispercezione dei propri difetti fisici, che sono vissuti in modo ingigantito rispetto alla realtà.

Tale disturbo interessa l’1-2% della popolazione generale e circa il 6-15% delle persone interessate si sottopone a ripetuti interventi di chirurgia estetica senza alcun beneficio ma con la conseguenza di richiedere ulteriori interventi chirurgici (Pollice et al., 2009).

Le preoccupazioni sono più frequentemente focalizzate su aree corporee come: la pelle (percepire acne, cicatrici, rughe), capelli o peli (diradamento o eccessiva peluria), il naso (es. la grandezza o la forma), occhi, denti, peso, seno, gambe; qualsiasi parte del corpo può essere oggetto di preoccupazione.

Il timore centrale varia dall’apparire “non attraente” o “non giusto” al percepirsi come “orribile”.
Tali pensieri sono intrusivi e causano una perdita di tempo significativa poiché si verificano in media per 3-8 ore al giorno, generando dei rituali mentali o comportamentali come:

  • Confrontare il proprio aspetto con quello degli altri;
  • Guardarsi ripetutamente allo specchio per esaminarsi direttamente;
  • Dedicarsi eccessivamente alla cura di sé o abbronzarsi esageratamente per nascondere i difetti;
  • Ricercare rassicurazioni riguardo a come appaiono le imperfezioni percepite;
  • Fare eccessivo esercizio fisico;
  • Fare acquisti compulsivi di prodotti di bellezza o dimagranti;
  • Cambiarsi più volte d’abito o truccarsi eccessivamente per camuffare le imperfezioni.

 

Associati a tale disturbo potrebbero manifestarsi forte stress, ansia e calo del tono dell’umore causati dalla persistente preoccupazione per il difetto fisico. L’attuale prevalenza del disturbo è del 9-15 % tra pazienti dermatologici, del 7-8% tra pazienti di chirurgia estetica statunitensi, del 3-6 % tra pazienti di chirurgia estetica internazionali, dell’8% tra pazienti ortodontici e del 10 % tra persone sottoposte a operazioni maxillofacciali (APA, 2013).

 

I sintomi e criteri diagnostici del Disturbo da Dismorfismo Corporeo

Secondo il DSM-5 (Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali), i criteri diagnostici del Disturbo da Dismorfismo Corporeo sono:

  • Preoccupazione per uno o più difetti percepiti nell’aspetto fisico, che non sono osservabili o appaiono agli altri in modo lieve
  • Comportamenti ripetitivi o azioni mentali in risposta a preoccupazioni legate all’aspetto
  • La preoccupazione causa disagio clinicamente significativo oppure menomazione nel funzionamento sociale, lavorativo o in altre aree importanti
  • La preoccupazione legata all’aspetto non è meglio giustificata da preoccupazioni legate al grasso corporeo o al peso in un individuo i cui sintomi soddisfano i criteri diagnostici per un disturbo alimentare

 

È importante specificare, inoltre, se il disturbo si manifesta con Dismorfia Muscolare (APA, 2013), caratterizzato dalla preoccupazione cronica di avere una costituzione corporea troppo esile o insufficientemente muscolosa.

Ferrari & Ruberto (2012) parlano di “Bigoressia”, sindrome a causa della quale gli individui, solitamente di sesso maschile, anche se visibilmente molto muscolosi, credono erroneamente di avere un fisico minuto e di conseguenza praticano eccessivo esercizio fisico, seguono diete fortemente restrittive, fanno uso di steroidi androgeni-anabolizzanti per gonfiare il proprio corpo, con gravi ripercussioni sulla propria salute.

 

Sviluppo e Comorbilità

L’età media di insorgenza del Disturbo è tra i 18-17 anni, anche se dei campanelli d’allarme potrebbero manifestarsi già intorno ai 12-13 anni.
La Dismorfofobia è caratterizzata da un’elevata comorbilità con altri disturbi psichiatrici (Pollice, 2009). Tra questi si ricorda il Disturbo Depressivo Maggiore, la Fobia Sociale, il Disturbo Ossessivo Compulsivo, i disturbi correlati a sostanze (APA, 2013) e idee suicidarie (Hardottir, 2019).
Altre importanti comorbilità sono con i Disturbi del Comportamento Alimentare e con i Disturbi di Personalità (Scarinci & Lorenzini, 2015).

 

Le cause dalla Dismorfofobia

La letteratura non fornisce indicazioni univoche circa l’eziologia del Disturbo da Dimorfismo Corporeo, tuttavia, nel DSM-5, i fattori ambientali come alti tassi di trascuratezza e abusi durante l’infanzia sono contemplati come fattori di rischio che potrebbero facilitare l’insorgenza del disturbo (APA, 2013). Inoltre, si evidenzia una maggiore predisposizione per i bambini di genitori con Disturbo Ossessivo Compulsivo di sviluppare la Dismorfofobia (APA, 2013).

 

Trattamenti

La terapia cognitivo-comportamentale si è dimostrata efficace per la cura di tale patologia (Hardardottir et al., 2019).

Il terapeuta dovrà lavorare sulle modalità distorte e non aderenti alla realtà con cui il paziente percepisce il proprio corpo, modificando le credenze errate della persona fino ad arrivare all’accettazione del difetto, all’incremento dell’autostima e all’accrescimento di una corretta auto-percezione.
Questi obiettivi saranno perseguiti tramite il ricorso a una serie di tecniche comportamentali, durante le quali saranno cruciali anche la motivazione e l’impegno del paziente.

Le Linee Guida fornite dall’Istituto Nazionale per la Salute e l’Eccellenza nella Cura (NICE) suggeriscono di utilizzare interventi psicoterapici afferenti alla Terapia Cognitivo-Comportamentale (CBT), come la tecnica dell’Esposizione con Prevenzione della Risposta combinata al trattamento farmacologico (Scarinci e Lorenzini, 2015).

Sarebbe, inoltre, auspicabile intervenire già nel periodo adolescenziale, al fine di evitare l’insorgenza di possibili Disturbi Alimentari, quali ad esempio l’Anoressia e la Bulimia nervosa (Petroski, 2012).

 

Le sedi a cui rivolgersi per il trattamento della dismorfofobia

 

BIBLIOGRAFIA

American Psychiatric Association (2013). Diagnostic and Statistical Manual of Mental Disorders, Fifth Edition, DSM-5. Arlington, VA. (Tr. it.: Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali, Quinta edizione, DSM-5. Raffaello Cortina Editore, Milano, 2014).

Ferrari, E., & Ruberto, M.G. (2012). La bigoressia o dismorfofobia muscolare: una nuova patologia emergente. Pavia University Press, Vol 125, N° 2 http://dx.doi.org/10.6092/2039-1404.125.1099

Hardardottir, H., Hauksdottir, A., Bjornsson, A.S. (2019). Body dysmorphic disorder: Symptoms, prevalence, assessment and treatment. Laeknabladid, 105(3):125-131. doi: 10.17992/lbl.2019.03.222.

Petroski, E. L., Pelegrini, A., Glaner, M.F. (2012). Reasons and prevalence of body image dissatisfaction in adolescents. Cien Saude Colet, (4):1071-7. doi: 10.1590/s1413-81232012000400028.

Pollice, R., Bianchini, V., Giuliani, M., Zoccali, G., Tomassini, A., Mazza, M., Ussorio, D., Giordani, Paesani, N., Roncone, R., Casacchia, M. (2009). Early diagnosis of dysmorphophobia and others dysmorphic disorders: a possible operative model. Clinical Therapeutics, 160 (1):5-10.

Scarinci A., Lorenzini, R. (2015). Disturbo di dismorfismo corporeo. Assessment, diagnosi e trattamento. Edizioni Centro Studi Erickson S.p.A: Trento