di Nicole Antonicelli


Il Disturbo Depressivo Maggiore (MDD) è il disturbo con più alta prevalenza.
Ha infatti tassi di prevalenza nel corso della vita stimati al 21 %, ed è responsabile del 60 % dei suicidi.
È un disturbo cronico associato a un significativo calo del funzionamento e della qualità di vita di chi ne soffre.

Numerosi pazienti sperimentano una difficoltà nel mantenere adeguata la performance lavorativa e il funzionamento di vita sociale e famigliare, inoltre riportano problemi nel rispondere alle aspettative della società.
Sebbene fino ad oggi la Depressione è stata vista come un disturbo di natura affettiva, le ultime ricerche in letteratura dimostrano sempre più come questa sia associata a considerevoli e importanti deficit nel funzionamento cognitivo.

Numerosi studi sottolineano la presenza di deficit cognitivi durante la fase acuta della malattia e dimostrano inoltre come questi permangano nel corso del tempo nonostante la diminuzione della sintomatologia e la ripresa funzionale della persona affetta.

Una review di 208 articoli dal 1980 al 2011 (Belbo et al. 2011) riporta come i pazienti con disturbo depressivo maggiore – MDD mostrino ridotte capacità di concentrazione e deficit specifici nei compiti di Decision-Making, processo cognitivo che ci porta a scegliere la soluzione più efficace.
La review riporta inoltre come i deficit neuropsicologici contribuiscono all’outcome funzionale a lungo termine dei pazienti, incidendo in particolare su funzionamento sociale e occupazionale.

Numerosi studi negli ultimi 50 anni si sono concentrati sullo studio della performance neuropsicologica dei pazienti depressi, ottenendo risultati eterogenei.

Gli studi in letteratura hanno utilizzato varie batterie di test neuropsicologici per registrare i deficit cognitivi nei pazienti con Disturbo Depressivo Maggiore – MDD.
I risultati mostrano come domini cognitivi più compromessi:

  • Attenzione, nelle sue componenti selettiva, divisa e di vigilanza,
  • Funzioni esecutive
  • Memoria.

In particolare è emerso come i pazienti con MDD abbiano una performance deficitaria nei compiti a tempo.
Inoltre presentano specifici deficit nelle Funzioni Esecutive complesse come Working Memory, Planning, Problem-solving e flessibilità cognitiva.

Per quanto concerne il dominio della Memoria, gli studi riportano deficit specifici di Memoria esplicita, ovvero nella riproduzione di item appresi, e nella Memoria autobiografica.

In generale però il dominio cognitivo più compromesso risulta la Flessibilità cognitiva unita al deficit attentivo primario.
Fattori clinici, demografici e neurobiologici sono associati alla severità del deficit cognitivo nei pazienti con disturbo depressivo maggiore – MDD.
In particolare pazienti con diagnosi più severa, comorbidità con disturbi mentali come abuso di alcol, ansia, ADHD, esordio tardivo, sono maggiormente compromessi.

Dove rivolgersi per il trattamento del disturbo depressivo maggiore

Riferimenti

Årdal, Å. H. (2009). Cognitive functioning in major depression – a summary. Frontiers in human neuroscience, 7.

Baune, T. B. (2011). Specifying the Neuropsychology of Affective Disorders: Clinical, Demographic and Neurobiological Factors. Neuropsychol Rev , 337-359.

Bernhard T.Baune, M. F. (2014). Neuropsychological functioning in adolescents and young adults. Psychiatry research 218, 261-271.