Il disturbo fonologico è una difficoltà relativa all’acquisizione del linguaggio che porta il bambino a produrre i suoni della lingua (fonemi) in modo scorretto e non adeguato alla sua età.
La presenza di questo disturbo può rendere difficilmente comprensibile il linguaggio orale a causa delle omissioni, sostituzioni e/o inversioni di fonemi che lo caratterizzano. Seppur correttamente strutturate, le frasi risultano spesso incomprensibili a causa delle numerose devianze fonologiche.

Cause

Le cause del disordine fonologico sono ancora poco chiare, molta rilevanza viene data alla familiarità e alle otiti ricorrenti e fluttuanti soprattutto tra il 1° e 2° anno di vita.
Il disordine è più comune nei bambini maschi.

Sintomi

La maggior parte dei bambini, durante lo sviluppo, ha difficoltà nel pronunciare le parole.
Verso i 3 anni, però, almeno la metà di ciò che dice dovrebbe essere capito (intellegibile) da un non membro della famiglia; mentre all’età di 4 anni, il suo linguaggio dovrebbe essere intellegibile per tutti.

Secondo le linee guida dello sviluppo del linguaggio:

  • I bambini dovrebbero pronunciare correttamente i suoni all’età di 4 o 5 anni, fatta eccezione per alcuni fonemi come “r”, “z”
  • Alcuni dei suoni più difficili dovrebbero essere pronunciati correttamente intorno ai 7 o 8 anni

Per i bambini con un disordine fonologico ciò risulta variato: sostituiscono, non pronunciano o cambiano alcuni suoni. Questi espedienti rendono difficile alle altre persone capire il bambino che riesce ad essere compreso solo dai membri della famiglia.

Comunemente i bambini con il disordine fonologico hanno:

  • Problemi con le parole che cominciano con due consonanti
  • Problemi con parole che hanno un certo suono. Il bambino o non pronuncia questi suoni, o non li pronuncia chiaramente, o usa un suono differente al loro posto

Cosa fare

È necessario che i bambini si sottopongano a degli accertamenti per indagare la presenza di:

  • Problemi cognitivi
  • Menomazione uditiva
  • Disturbi neurologici
  • Problemi fisici

Il neuropsichiatra infantile indagherà inoltre sulle abitudini familiari (se in casa si parla più di una lingua o un certo dialetto).
Successivamente il bambino sarà sottoposto a valutazione logopedica per testare le abilità prassiche linguo-bucco-facciali, l’articolazione verbale, la percezione fonetico-fonologica, le abilità comunicativo-linguistiche.
Tale analisi consente di evidenziare le caratteristiche del disturbo e in particolare di discriminare un disturbo articolatorio o fonetico (mancano dei suoni), un disturbo fonologico (usano male i suoni che hanno) o un disturbo fonetico-fonologico (mancano dei suoni e usano male i suoni che hanno).

Dal momento che il disturbo del linguaggio raramente appare isolato, occorre accompagnare la valutazione logopedica con una neuropsicologica poiché spesso questi bambini possono presentare delle fragilità in alcune componenti cognitive.

Trattamento

Seppur la maggior parte dei disturbi del linguaggio si risolve con il tempo, è importante intervenire su questo problema perché tali disturbi tendono ad evolvere in disturbi dell’apprendimento (lettura e scrittura). In particolare, i disturbi di tipo fonologico possono avere come seguito dislessia o disortografia.
La logopedia è utile ai bambini per trattare il disturbo fonologico, aiutandoli ad emettere correttamente i suoni e mostrando loro dove mettere la lingua o come posizionare le labbra quando si produce un fonema.

Il risultato della terapia dipende dall’età in cui si presenta il disordine e dalla gravità del disturbo fonologico.
Molti bambini alla fine della terapia sviluppano un linguaggio quasi normale.

 

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