È stato Ebinizer Scrooge, protagonista del romanzo di Charles Dickens, emblema dell’odio verso il Natale a rendere famosa l’espressione “Bah humbug” per mostrare il disinteresse, la neutralità e il fastidio verso il periodo natalizio.

E se lo spirito (o non spirito) del Natale non dipendesse da noi ma dal nostro cervello?
Il British Medical Journal, attraverso uno studio condotto da un gruppo di scienziati affiliati con l’Università di Copenaghen, ci dice questo.

Lo studio

Gli autori della ricerca stimano che milioni di persone sono inclini a carenze dello spirito natalizio mostrando quella che viene definita: Sindrome di “Bah humbug”.
Così il team di scienziati ha tentato di scovare lo “spirito natalizio” nel cervello utilizzando la risonanza magnetica funzionale.

La precisa localizzazione dello spirito natalizio è un primo passo fondamentale per poter aiutare questo gruppo di pazienti.

La ricerca ha coinvolto 20 pazienti, 10 con uno spiccato senso del Natale e altri 10 lontani dai festeggiamenti natalizi.

I risultati hanno evidenziato cinque aree del cervello maggiormente attive nel gruppo “amanti del Natale” rispetto al “gruppo non natalizio”: la corteccia premotoria del motore primario sinistro, il lobulo parietale inferiore destro e superiore e la corteccia somatosensoriale primaria bilaterale.
Queste aree cerebrali sono state associate alla spiritualità, ai sensi somatici e al riconoscimento delle emozioni facciali, dimostrandoci che lo spirito del Natale è nel nostro cervello!

Gli autori ci avvisano, però, che sono necessarie ulteriori ricerche per comprendere lo spirito natalizio anche su altre festività come: Pasqua, Chanukah, Eid e Diwali.

E se fosse tutta colpa del Natale del passato?

Di certo la nostra attitudine nei confronti del Natale risente delle esperienze passate. Se al periodo natalizio associamo traumi passati, è più probabile che ogni anno, durante le ricorrenze, questi sentimenti negativi vengano a galla e non ci permettano di essere sereni.
Allora i fantasmi del Natale ci perseguitano?
A prescindere dai fantasmi, molte persone hanno difficoltà a provare piacere anche solo pensando all’arrivo delle feste.
Chi si mostra reticente all’atmosfera natalizia è solitamente chi ha sofferto molto per le proprie relazioni familiari.

C’è speranza per tutti!

Per tornare a vivere con serenità il periodo natalizio, basta vivere i momenti con lo stesso piacere con cui si vivono durante il resto dell’anno e recuperare lo spirito della condivisione.

Anche se affascinanti e interessanti, questi risultati devono essere interpretati con cautela. Qualcosa di magico e complesso come lo spirito natalizio non può essere spiegato, o limitato, solo dall’attività celebrare.

Istituto Santa Chiara augura Buon Natale a chi lo spirito natalizio ce l’ha, ma anche a chi non ce l’ha!