Insonnie riguardanti il primo anno di vita

I piccoli lattanti hanno un’organizzazione delle funzioni cerebrali durante il sonno ancora immatura: i loro cicli sono più brevi e la durata complessiva del sonno profondo è inferiore a quella di un bambino più grande. Hanno anche dalle esigenze nutritive frequenti, soprattutto se allattati al seno (e quindi lo stomaco si svuota molto velocemente), perciò i risvegli notturni sono quasi fisiologici se la loro frequenza non è eccessiva.

Ma per capire se un lattante con risvegli notturni sta organizzando una vera a propria insonnia e se in futuro andrà incontro a problemi di sonno bisogna osservare la sua capacità di addormentarsi velocemente e autonomamente dopo ogni risveglio, senza l’intervento dei genitori.

Uno o più risvegli, nella prima infanzia, sono normali, ma molti bambini hanno la capacità di riaddormentarsi da soli.
È bene che i genitori non accorrano al minimo richiamo.

Nel primo anno di vita, l’insonnia può legarsi a due tipologie di disturbi:

  • Disturbo di inizio del sonno per associazione
    Si verifica quando l’addormentamento avviene solo in presenza di certi oggetti o circostanze (presenza di un genitore, uso del biberon, porgere il seno, ecc.). In questo caso i risvegli notturni sono in numero fisiologico ma il bambino si riaddormenta solo se vengono ripristinate le condizioni ambientali dell’addormentamento iniziale (sempre la mamma, sempre il biberon, ecc.).
    Questo problema si risolve attuando il metodo dell’estinzione graduale del condizionamento giudicato errato o eccessivo
  • Sindrome da eccessiva ingestione notturna di liquidi
    Il bambino si sveglia tutte le notti almeno tre volte e non si riaddormenta se non beve complessivamente almeno 300, 400 cc di latte o camomilla o acqua. Anche in questo caso è ben attuare un decondizionamento graduale, sapendo comunque che fino al sesto, settimo mese, i risvegli notturni per fame possono essere fisiologici, soprattutto se il bambino non è stato ancora svezzato. Il decondizionamento si deve quindi attuare dopo questo periodo, a svezzamento iniziato già da alcune settimane. Per decondizionare il bambino dall’assunzione di liquidi è bene proporgli quantità sempre inferiori di liquido (20 cc in meno ogni volta e anche più), dare liquidi o tisane sempre meno zuccherate e alternare il biberon o il seno con il ciuccio, sempre gradatamente. Alla fine troverà un po’ di acqua nel biberon ad un solo risveglio notturno

 

Insonnie dopo il compimento del primo anno fino all’età scolare

Il sonno di un adulo è regolato da strutture complesse mentre quello del bambino è controllato principalmente da istinti primari, in più occorre considerare che il momento di andare a dormire è vissuto in maniera particolare dai bambini piccoli, che lo percepiscono come un distacco rispetto alle attività quotidiane e hanno la tendenza ad opporvi, dunque, ponendo resistenza.

Le insonnie dopo il compimento del primo anno sono legate:

  • Disturbo da inadeguata definizione delle regole e del limite oltre il quale il bambino non può andare
    I genitori hanno difficoltà a stabilire e a fare rispettare delle regole al momento dell’addormentamento e di conseguenza il bambino rifiuta di andare a letto ad un orario determinato oppure rifiuta di rimanerci tutta la notte. È un disturbo di natura prettamente relazionale che va affrontato con un colloquio con i genitori.
    Le necessità attuali portano entrambi i genitori a stare lontani da casa e dal bambino per molte ore al giorno, la sera diventa quindi l’unico momento di socializzazione per tutta la famiglia riunita ed è giusto che il bambino vi partecipi, ma le regole non devono mai mancare.
    Si potrebbe posticipare di mezz’ora il momento di andare a letto e approfittare dell’occasione per stare tutti insieme, spegnere il televisore, anche se trasmette solo cartoni o programmi adatti ai bambini, e intrattenersi con i bambini parlando, scherzando e giocando con loro
  • Insonnia da cause psicologiche e paura di addormentarsi
    Nel corso del suo sviluppo, il bambino deve imparare a gestire da solo il delicato passaggio dalla veglia al sonno trovando da sé, anche se con la dovuta gradualità, strategie e rituali rassicuranti e autoconsolatori (oggetto transizionale, ciuccio, ninna-nanna, musica ecc.).
    Un’eccessiva ansia da separazione deve essere valutata precocemente con l’ausilio anche di uno specialista che può aiutare i genitori a focalizzare un momento chiave, un trauma, un evento stressante, uno stile di attaccamento genitoriale particolare che può esserne la causa per lavorare sul problema e porvi rimedio
  • Insonnie causate da condizioni mediche
    Sono decisamente meno frequenti (1/5) rispetto alle insonnie da cause comportamentali. Danno insonnia le famigerate coliche dei primi tre mesi. Il 90% dei bambini che, verso la fine del primo anno di vita, soffrono ancora di numerosi risvegli notturni, hanno sofferto di coliche nei primi tre mesi di vita. Nel periodo successivo alla fine delle coliche molti bambini continuano a presentare risvegli notturni e spesso i loro genitori non attuano con loro una corretta igiene del sonno e continuano a comportarsi come facevano nei primi mesi attuando le stesse strategie (cullamento, prendere in braccio il bambino, attaccarlo al seno, ecc.) che sembravano idonee ed efficaci per le coliche. Questa stretta correlazione tra disturbi del sonno e coliche ha fatto ipotizzare in questi bambini una alterazione nella secrezione di melatonina, ormone ipnoinducente con variazioni circadiane che sarebbe responsabile, assieme ad altri ormoni, del mantenimento di un corretto ritmo sonno-veglia
  • L’insonnia da allergia o intolleranza alimentare
    Si manifesta di solito con difficoltà ad iniziare il sonno ma anche con frequenti risvegli notturni. Assieme a questi sintomi il bambino presenta agitazione psicomotoria, difficoltà di concentrazione nelle ore diurne associata a sonnolenza, a volte asma, eczema e disturbi gastrointestinali. Una volta eliminato l’alimento responsabile, il sonno si ripristina piuttosto velocemente, al massimo entro poche settimane
  • L’otite
    Spesso una causa organica di insonnia misconosciuta. Non è, infatti, un’otite acuta con dolore spontaneo anche diurno e febbre a dare insonnia, ma un’otite media catarrale cronica che può manifestarsi con pochissimi sintomi, a volte solo con una ipoacusia rivelabile soltanto con indagini audiometriche e con insonnia inspiegabile
  • Bambini asmatici
    Possono avere sonni disturbati a causa della variazione circadiana della funzionalità polmonare. Il flusso aereo presenta, infatti, un suo massimo verso le 4 del pomeriggio e un suo minimo verso le 4 del mattino. Nei bambini asmatici con una desaturazione cronica di ossigeno del 10%, questa ulteriore riduzione circadiana fisiologica dell’attività respiratoria comporta una ulteriore riduzione della concentrazione di ossigeno che procura loro un senso di agitazione e li induce al risveglio

 

Come si può curare l’insonnia in età evolutiva?

In oltre otto casi su dieci l’insonnia non è una vera patologia, ma è dovuta alle cattive abitudini tenute durante il giorno e prima di addormentarsi.

È necessario comunque che il bimbo vada a letto presto, entro le 21. Dopo infatti, i bambini impiegano molto più tempo per addormentarsi e si svegliano più di frequente durante la notte.

Le regole dei cinque sensi

Per aiutare il bambino a dormire, ecco le indicazioni dei pediatri create su misura per gli under 14: le regole dei cinque sensi.

  1. Vista
    Spegnere tablet, tv e computer intorno alle 20 o almeno un’ora prima di andare a letto. La luce dei dispositivi elettronici altera la produzione di melatonina, l’ormone che favorisce il riposo
  2. Gusto
    No a cene pesanti e ricche di grassi. Meglio preferire il consumo di alimenti che stimolano la produzione di serotonina (per esempio: pollo, uova, pesce e latte). Sì alla tazza di latte prima di andare a dormire
  3. Tatto
    Il pigiama non deve essere troppo pesante e la temperatura della cameretta deve essere intorno ai 18 gradi
  4. Olfatto
    Cambiate spesso le lenzuola in modo che siano fresche e profumate. La lavanda aiuta a rilassarsi e ad abbassare la frequenza cardiaca. Quindi può essere d’aiuto utilizzare detersivi o profumi a base di lavanda
  5. Udito
    Far scivolare nel silenzio, almeno 30 minuti prima di mettere a letto i bimbi, la casa. Se si vive in una zona rumorosa si può utilizzare un suono di fondo omogeneo come quello di un ventilatore o di un deumidificatore. Si tratta in sostanza di un rumore di fondo che con la sua omogeneità e continuità aiuta il cervello a non sentire altri suoni, riducendo perciò il fastidio degli eventuali rumori improvvisi dall’esterno e il rischio di risvegli notturni