Cosa si intende per disturbo narcisistico

Il disturbo narcisistico è un disturbo della personalità che si contraddistingue per idee di grandezza, continuo bisogno di ammirazione e assenza di empatia. L’aspetto prevalente del narcisista è quello di difesa da potenziali ferite al proprio valore, alle quali reagisce con senso di superiorità, arroganza e disprezzo, non prendendosi quasi mai la responsabilità delle proprie azioni, o sentendosi inferiore, vulnerabile alle critiche e spaventato dal confronto. Spesso le due condizioni coesistono, ma molti narcisisti possono mostrare più fortemente una delle due dimensioni.
Oggi come oggi, il termine narcisista è ormai entrato a far parte del linguaggio comune che identifica con la figura del narcisista (uomo o donna che sia), la persona con significative difficoltà a stabilire relazioni profonde in modo empatico, a causa di carenze affettive pregresse.

Narcisismo sano e narcisismo patologicio a confronto

Soprattutto nella nostra cultura, la società odierna tende a collegare il termine narcisismo a tutto ciò che ha a che fare con il culto dell’immagine, della bellezza fisica come unico valore, al possesso dei beni materiali come status symbol, alla tendenza di mettersi sempre al centro dell’attenzione a prescindere dal contesto, al successo inteso come vanto, al potere come forza distruttiva e di prevaricazione sul prossimo. All’egoismo puro e spietato.

In realtà, non è proprio così: c’è narcisismo e narcisismo.

Esiste il narcisismo sano e il narcisismo patologico. Queste due tipologie vanno ben separate e sono molto diverse, con conseguenti significati molto diversi.

Il narcisismo è un elemento già presente e indispensabile e necessario nello sviluppo sano della personalità di ognuno, in quanto ci permette la formazione e l’espressione di un’identità unica, o perlomeno sarebbe auspicabile che ci sia.

Del tutto diverso è il narcisismo che va oltre, ed anzi indica proprio la mancanza di uno sano sviluppo della personalità.

Alcuni tratti del narcisismo sano

Ciascuno di noi ha bisogno di essere guardato dal mondo, di sentirsi riconosciuto e amato come persona nella sua eccezionalità, e questo fa parte del narcisismo sano: senza la giusta quantità di narcisismo non possiamo riuscirci. La dose di narcisismo che tutti naturalmente possediamo è primaria per agire costruttivamente nella vita: ottenere dei buoni voti durante il percorso scolastico, impegnarsi per uno sviluppo professionale piuttosto che rimanere passivi, curarci nell’aspetto fisico, conquistare il partner che ci faccia felici, permetterci di godere dei piaceri della vita.

Il narcisismo sano:

  • accresce la capacità di una persona di mantenere un equilibrio tra il proprio Io (amore per se stessi) e gli altri (amore per gli altri), che in alcune fasi difficili della vita può essere intaccato;
  • è fondamentale per una buona autostima: è presente un giusto orgoglio, nel senso che si è in grado di prestare l’attenzione necessaria alle proprie esigenze (sia fisiche che psicologiche), ma allo stesso tempo si è in grado di alimentare la stessa forma di attenzione per l’altro e le sue esigenze;
  • consente il rispetto di sé: permette di assecondare alcune caratteristiche indispensabili per crescere: come quella di essere ambiziosi, combattivi, ostinati, sapersi creare il proprio spazio, essere capaci di conoscere e utilizzare i propri punti di forza per raggiungere gli scopi prefissati;
  • ci dà l’autorizzazione di valorizzare la nostra bellezza, sia fisica che interiore, e di mostrarla al mondo;
  • è in realtà alla base per l’empatia verso il prossimo: solo se si ha consapevolezza delle proprie necessità, emozioni, ambizioni, aspirazioni e ci si impegna a fondo a rispettarli e valorizzarli, si può essere in grado di riconoscerli negli altri e dargli spazio.

Alcuni tratti del narcisismo patologico

Quando invece l’investimento su se stessi diventa eccessivo si va verso il disturbo narcisistico di personalità.

Il narcisismo patologico:

  • genera un senso enorme di importanza: enfatizzare i risultati o talenti (falsandoli), aspettare che gli altri ci considerino superiori, esigere un’eccessiva ammirazione, far passare il messaggio che tutto ci sia dovuto;
  • denota in realtà una bassissima autostima, anche se può sembrare il contrario: è stata creata e perpetrata un’immagine mitizzata di se stessi, che ha la resistenza di un castello di sabbia. Non ci si ama per quello che si è, non ci si rispetta, né soddisfa i propri bisogni autentici perché neanche si conoscono;
  • fa sì che le persone si mostrino tronfie, superbe, arroganti, e spesso anche esibizioniste ed egocentriche;
  • fa in modo che si diventi suscettibili e ipersensibili alle critiche, con conseguente impossibilità di evolversi in meglio semplicemente perché non si riesce ad arrivare alla consapevolezza che ci sia qualcosa da migliorare in se stessi;
  • genera dei pessimi comportamenti a livello interpersonale: l’attitudine ad essere intolleranti verso il prossimo, di manipolare gli altri per raggiungere i propri fini;
  • sbandiera la sicurezza, che in realtà non c’è: spesso umiliando gli altri e cercando di rimpicciolire i loro successi e smentire le loro qualità;
  • accresce l’invidia verso gli altri e i loro successi, con conseguente risentimento, rancore e disprezzo nei loro riguardi;
  • crea quasi totale mancanza di empatia: l’incapacità di mettersi nei panni dell’altro, comprendere i suoi sentimenti, rendersi conto di provocare la sofferenza con il proprio comportamento.

Chi soffre di narcisismo patologico non sa amare, non è in grado di  prendersi cura dell’altro: tende a trattare gli altri come oggetti da usare secondo i suoi bisogni, per poi abbandonarli quando non servono più (e magari riprenderli senza vergogna alla prossima occasione di convenienza).

Anche se il comportamento sociale a livello superficiale può sembrare piacevole (specialmente se l’intenzione è quella di sedurre), non va oltre la superficie per rispondere agli altri in modo veramente empatico. Inoltre, finito il momento di opportunità, finisce la piacevolezza verso l’altro e si passa in un attimo alla freddezza glaciale o alla totale indifferenza. Lasciando l’altro deprivato emotivamente senza spiegazione alcuna. Per di più può essere anche ben nascosto: mascherato e diverso da come solitamente lo immaginiamo. I narcisisti patologici, infatti, non sono tutti egocentrici, grandiosi e fastidiosi per l’attenzione esagerata rivolta a se stessi, ma ci sono anche quelli frenati, che ostentano perfino un criticismo verso i narcisisti vistosi. Di solito, sono coloro che cercano l’approvazione degli altri per capire se hanno fatto la cosa giusta o sbagliata. Sono contraddistinti dalla facilità ai sentimenti di vergogna e umiliazione.

Da cosa può derivare il narcisismo patologico

Il disturbo narcisistico di personalità potrebbe essere causato da molteplici condizioni.

La maggior parte delle ricerche sostengono l’idea che a causare il disturbo contribuiscano fattori ereditari e ambientali.

Per quanto riguarda i fattori ambientali, alcuni studiosi sottolineano il ruolo chiave, nello sviluppo del disturbo narcisistico di personalità, di genitori che credono nella superiorità del futuro narcisista, che premierebbero solo le qualità in grado di sostenere l’immagine grandiosa di sé e che garantiscono il successo.

Altri invece, pensano che alla base del disturbo narcisistico di personalità vi sia un ambiente familiare incapace di fornire al bambino le necessarie attenzioni e cure, di riconoscere adeguatamente, nominare e regolare le sue emozioni, nonché di sostenere la sua autostima o i suoi desideri. Questo tipo di contesto disfunzionale tenderebbe a sviluppare l’idea di poter vivere facendo a meno dell’altro e di poter contare unicamente su se stessi.

Un’altra teoria è che un ambiente iperprotettivo danneggi la fiducia del bambino in sé (quando ad esempio i genitori si sostituiscono a lui o fanno di tutto per evitargli di affrontare e quindi superare poi un dolore). Oppure, si ritiene anche che un ambiente oltremodo permissivo e indulgente trasmetta al bambino un senso di superiorità. ( un bambino a cui vengono date tutte vinte ed eccessivamente viziato).

Un’ultima ipotesi è che il bambino vittima di offese e umiliazioni, soprattutto da parte dei coetanei, potrebbe porre rimedio alla continua minaccia all’autostima sviluppando un senso di sé grandioso.

Trattamento del disturbo narcisistico di personalità

I soggetti con disturbo narcisistico di personalità, di solito, non si rivolgono allo psicoterapeuta proclamando la loro grandiosità, unicità e superiorità. Quello che invece rivelano è, in realtà, un quadro più articolato, fatto di emozioni negative e, spesso, di disturbi sintomatici e problematiche comportamentali che sono l’espressione del mancato soddisfacimento del loro desiderio di essere riconosciuti per il proprio valore speciale.

Tutto quello che può compromettere lo stato desiderato di grandiosità e auto-efficacia, come per esempio il mancato riconoscimento in ambito professionale, la rottura di una relazione, la perdita di una gara o l’insuccesso scolastico viene interpretato dai narcisisti come la manifestazione evidente del fallimento e della loro inefficacia

Si rivolgono spesso a uno specialista per attacchi di panico o stati depressivi che scaturiscono dal fatto che la rappresentazione temuta di sé si sia affacciata alla loro coscienza, oppure per l’abuso di alcol e di sostanze impiegate per ristabilire lo stato di grandiosità perso.

Tra i trattamenti di più efficaci per la cura del disturbo narcisistico di personalità si può citare la terapia cognitivo-comportamentale, che è finalizzata al raggiungimento del benessere psicologico, relazionale e lavorativo della persona.

Bisogna sempre rammentare, che il narcisista patologico, è essenzialmente una persona sola che non si conosce.

Dove rivolgersi per effettuare la terapia cognitivo-comportamentale: