04 Ago 2023

Selettività alimentare

Cos’è la selettività alimentare e chi sono i soggetti colpiti?

La selettività alimentare, nota anche come disturbo selettivo dell’assunzione alimentare (Selective Eating Disorder o SED), è un disturbo alimentare caratterizzato dalla limitata varietà di cibi che una persona è disposta a mangiare. Le persone colpite da questo disturbo mostrano una preferenza marcata e persistente per pochi alimenti specifici e spesso rifiutano categoricamente di provare nuovi cibi.

I soggetti colpiti da selettività alimentare possono avere una forte repulsione o avversione verso determinate consistenze, colori, odori o sapori. Questa restrizione alimentare può essere così estrema da limitare notevolmente la varietà nella dieta di una persona e, di conseguenza, può portare a carenze nutrizionali e problemi di salute associati.

Le persone più colpite da questo disturbo sono spesso i bambini, ma può persistere anche in adolescenza e nell’età adulta. È importante notare che la selettività alimentare può variare in gravità da individuo a individuo e può essere associata a disturbi dello spettro autistico e ad altri disturbi dello sviluppo. Tuttavia, non tutti i soggetti con selettività alimentare hanno una diagnosi di disturbo dello spettro autistico.

Il trattamento della selettività alimentare può richiedere l’intervento di un team multidisciplinare, che potrebbe includere psicologi, terapisti occupazionali, nutrizionisti e logopedisti. L’obiettivo principale del trattamento è ampliare gradualmente la gamma di cibi accettati e migliorare l’equilibrio nutrizionale della dieta della persona. Questo processo può richiedere tempo e pazienza da parte sia del soggetto colpito che dei suoi caregiver.

Qual è l’incidenza nella popolazione?

Si stima che la selettività alimentare sia relativamente comune nei bambini, con stime che vanno dal 13% al 22% nella popolazione pediatrica. Tra gli adulti, le stime sull’incidenza della selettività alimentare sono meno chiare, ma sembra essere meno comune rispetto ai bambini.

Si noti che l’incidenza effettiva potrebbe variare da uno studio all’altro, a seconda dei criteri diagnostici utilizzati e delle popolazioni studiate. Inoltre, poiché la consapevolezza dei disturbi alimentari è cresciuta negli ultimi anni, potrebbe essersi verificata una maggiore identificazione e diagnosi di casi precedentemente non riconosciuti.

Quali sono le caratteristiche del paziente con selettività alimentare?

Le persone con selettività alimentare possono manifestare diverse caratteristiche comuni, anche se queste possono variare da individuo a individuo. Alcune delle caratteristiche tipiche dei pazienti con selettività alimentare includono:

  1. Restrizione alimentare selettiva: La caratteristica principale è la limitata varietà di cibi che la persona è disposta a mangiare. Questi alimenti preferiti sono spesso pochi in numero e possono essere scelti in base a consistenza, colore, odore o sapore.
  2. Rifiuto di nuovi cibi: Le persone con selettività alimentare tendono a essere molto riluttanti a provare nuovi cibi e spesso li rifiutano completamente.
  3. Repulsione verso determinati alimenti: Alcune persone possono mostrare una forte avversione verso certi cibi, anche solo per l’aspetto o il profumo, indipendentemente dal loro sapore.
  4. Ansia o disagio intorno ai pasti: Le situazioni di mangiare insieme ad altre persone o in nuovi ambienti possono causare ansia o disagio, poiché la persona si sente più a suo agio con gli alimenti noti e familiari.
  5. Sensibilità sensoriale: Le persone con selettività alimentare possono essere ipersensibili a certi aspetti dei cibi, come la consistenza o la temperatura, e possono trovarli fastidiosi o spiacevoli.
  6. Dieta limitata: A causa della restrizione alimentare, i pazienti possono avere una dieta molto limitata che può portare a carenze nutrizionali e problemi di salute associati.
  7. Rigidità nel comportamento alimentare: La scelta dei cibi preferiti può essere così rigida da rendere difficile adattarsi a situazioni sociali o a cambiamenti nella routine alimentare.
  8. Persistenza nel tempo: La selettività alimentare può persistere nel corso del tempo, anche se può variare in intensità da un’età all’altra.
  9. Potenziale impatto sulla qualità di vita: La selettività alimentare può influenzare negativamente la qualità della vita del paziente, causando problemi sociali, emotivi e fisici.

Quali sono i trattamenti utili per aiutare le persone con selettività alimentare?

Il trattamento della selettività alimentare è complesso e richiede un approccio individualizzato. Poiché le cause della selettività alimentare possono essere diverse da persona a persona, è importante coinvolgere un team multidisciplinare di professionisti della salute per fornire un trattamento completo.

Alcuni trattamenti utili per aiutare le persone con selettività alimentare includono:

  1. Valutazione e diagnosi accurata: La prima fase del trattamento è una valutazione completa da parte di professionisti della salute, come psicologi, terapisti occupazionali e nutrizionisti. Questo aiuterà a stabilire una diagnosi precisa e identificare le cause sottostanti della selettività alimentare.
  2. Terapia comportamentale: La terapia comportamentale può essere utile per aiutare le persone con selettività alimentare a modificare il loro comportamento alimentare. Tecniche come l’esposizione graduale, l’addestramento alla desensibilizzazione o il rinforzo positivo possono essere utilizzate per aiutare i pazienti a sperimentare nuovi cibi e ridurre l’ansia legata al cibo.
  3. Terapia cognitivo-comportamentale (TCC): La TCC può essere utile per affrontare le paure e le ansie associate al cibo e per aiutare i pazienti a sviluppare una prospettiva più equilibrata sui cibi.
  4. Terapia occupazionale: I terapisti occupazionali possono lavorare con i pazienti per migliorare la loro sensibilità sensoriale e la capacità di affrontare nuove consistenze e sapori.
  5. Nutrizionista specializzato: Un nutrizionista con esperienza nel trattamento della selettività alimentare può aiutare a pianificare una dieta equilibrata e apportare le modifiche necessarie per garantire l’apporto adeguato di nutrienti.
  6. Supporto familiare: Coinvolgere la famiglia è essenziale, specialmente quando i pazienti sono bambini. Gli adulti e i caregiver devono essere educati sui principi del trattamento e coinvolti nel processo di esposizione e sostegno.
  7. Monitoraggio e follow-up: Il trattamento della selettività alimentare richiede tempo e pazienza. Il monitoraggio regolare dei progressi e il follow-up sono importanti per apportare eventuali modifiche al piano di trattamento.
  8. Supporto psicologico ed emotivo: La selettività alimentare può avere un impatto significativo sulla salute mentale e sull’autostima del paziente. Pertanto, è importante fornire sostegno psicologico ed emotivo durante il trattamento.
  9. Approccio graduale: L’esposizione a nuovi cibi dovrebbe essere graduale e rispettare i tempi del paziente. Forzare i pazienti a mangiare nuovi cibi può essere controproducente e aumentare l’ansia.

È importante notare che ogni individuo è unico e il trattamento dovrebbe essere adattato alle esigenze specifiche della persona. Il trattamento della selettività alimentare può richiedere tempo e pazienza, ma con il supporto adeguato, molte persone possono fare progressi significativi e migliorare la loro relazione con il cibo.

Chi si occupa di selettività alimentare in Italia?

In Italia, la selettività alimentare viene affrontata e trattata da diversi professionisti della salute e specialisti, a seconda delle esigenze individuali del paziente e della gravità del disturbo. Alcune delle figure professionali coinvolte nella gestione della selettività alimentare includono:

  1. Psicologi clinici e psicoterapeuti: Sono professionisti della salute mentale che possono fornire terapia comportamentale e cognitivo-comportamentale per aiutare i pazienti a modificare il comportamento alimentare e affrontare le ansie legate al cibo.
  2. Nutrizionisti: I nutrizionisti specializzati nella gestione dei disturbi alimentari possono aiutare a pianificare una dieta adeguata che soddisfi le esigenze nutrizionali del paziente nonostante la restrizione alimentare.
  3. Terapisti occupazionali: Possono lavorare con i pazienti per migliorare le competenze sensoriali e motorie necessarie per affrontare nuove consistenze e sapori.
  4. Medici specialisti: Neurologi, neuropsichiatri infantili, psichiatri o/e gastroenterologi, endocrinologi o pediatri possono essere coinvolti per identificare e trattare eventuali problemi di salute sottostanti e monitorare lo stato di salute generale del paziente.
  5. Logopedisti: Possono essere utili nel trattamento delle difficoltà di masticazione o deglutizione correlate alla selettività alimentare.
  6. Terapisti familiari: Coinvolgere la famiglia nel processo di trattamento può essere essenziale, soprattutto se il paziente è un bambino.
  7. Centri specializzati: Istituto Santa Chiara dal 2002 tratta la selettività alimentare nelle sue cliniche fisiche a Roma, Ladispoli e Lecce e nella sua sede online Santa Chiara Digitale e lo fa con un approccio multidisciplinare e multiprofessionale, incentrato sul paziente e verso la sua presa in carico totale.

La tempestiva identificazione e il trattamento della selettività alimentare sono fondamentali per migliorare la qualità della vita del paziente e prevenire possibili complicazioni nutrizionali e psicologiche.

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