Le onde d’urto sono onde acustiche (impulsi sonori, di natura meccanica) prodotte da appositi generatori e in grado di propagarsi nei tessuti. In sequenza rapida e ripetuta.

Sono caratterizzate da una particolare forma d’onda che le differenzia dagli ultrasuoni e che è responsabile degli effetti biologici positivi applicabili in campo terapeutico.

Ben tollerate, non invasive, ripetibili e di grande efficacia clinica, le onde d’urto focali si dimostrano essere, in taluni casi opportunamente selezionati, un’alternativa all’intervento chirurgico o una soluzione per i postumi di un trauma o di un intervento chirurgico stesso.

Inoltre:

  • Le onde d’urto possono agire da rinforzo (in modo sinergico) con altre terapie, o anche di potenziamento ed accelerazione dei risultati attesi da un intervento chirurgico
  • Il trattamento con onde d’urto non preclude la possibilità di poter poi intervenite con altre soluzioni terapeutiche.

Principio base delle onde d’urto è la cavitazione.

Quando un’onda d’urto attraversa un fluido genera molteplici differenze pressorie responsabili della formazione di bolle di gas e del fenomeno della “cavitazione”; infatti la ridotta pressione che si produce sul lato interno della semionda consente un rapido passaggio dell’acqua alla fase gassosa con formazione di una vera e propria bolla di dimensioni variabili a seconda dell’energia sprigionata. Una successiva onda d’urto colpisce la bolla così formata dando luogo a una violenta implosione che forma un getto d’acqua, il cosiddetto “jet stream”, che è notevolmente accelerato dal campo di bassa pressione esistente all’interno della bolla. Tale getto d’acqua direzionale, colpendo i tessuti viciniori, determina microlesioni la cui entità è in funzione del numero degli impulsi e della loro energia (Delius et al., 1998).

A cosa servono le onde d’urto

Da più di un decennio l’uso delle onde d’urto si è ampiamente diffuso dal campo urologico, anche all’ambito ortopedico, fisiatrico e riabilitativo, ma con sostanziali differenze, legate al fatto che agisce su tessuti viventi e non su concrezioni calcifiche non vitali (come i calcoli).

Quanti tipi ne esistono?

Esistono due tipologie di onde d’urto:

  • Onde focali
  • Onde radiali

La terapia radiale non genera onde d’urto focalizzate che possono essere concentrate alla profondità desiderata, bensì l’energia si disperde radialmente attraverso la pelle e sono quindi indicate per il trattamento di patologie muscolo tendinee superficiali; avendo effetti trascurabili sulle problematiche più profonde.

Il loro funzionamento è legato a un proiettile che colpisce una superficie metallica e l’impatto genera una risposta vibratoria che riesce a propagarsi nei tessuti andando a impattare su tessuti duri.

Le onde d’urto focali sono prodotte artificialmente tramite un forte e repentino aumento di pressione all’interno di una camera d’acqua. L’onda acustica viene prodotta da generatori che possono essere di tipo elettroidraulico, elettromagnetico e piezoelettrico.

La terapia con onde d’urto focali è efficace soprattutto nel trattamento delle malattie ossee, articolari e tendinee. Sono consigliate in particolar modo per risolvere patologie da sovraccarico tipiche degli sportivi, ma non solo, anche in caso di ritardo nel consolidamento delle ossa, di borsiti, pseudoatrosi, capsuliti adesive, fratture da stress, tendinopatie inserzionali con o senza calcificazioni e fasciti plantari.

Per quali patologie sono indicate?

Secondo le indicazioni della Società Italiana di Onde d’urto le indicazioni al trattamento riguardano le seguenti patologie:

  • Pseudoatrosi
  • Fratture da stress
  • Tendinopatie calcifiche e non
  • Tendinopatie inserzionali croniche
  • Fascite plantare e senza spina calcaneare
  • Osteonecrosi in stadi precoci
  • Osteocondriti dissecante in fasi precoci dopo maturità scheletrica
  • Sindrome miofasciale
  • Lesioni muscolari senza discontinuità
  • Ulcere cutanee
  • Spasticità

Quanto dura una seduta?

La durata della seduta varia dai 10 ai 20 minuti con protocollo standard di trattamento che va dalle 3 alle 5 sedute a cadenza settimanale.

Quanto dura un trattamento?

Trattata e detersa la zona, stabiliti i parametri di stimolazione per la patologia in oggetto, viene applicato il manipolo che erogherà l’energia, adeguando l’intensità alla tolleranza del singolo paziente.
In genere il trattamento è ben tollerato, ed essendo l’azione terapeutica correlata a complesse reazioni biologiche, gli effetti potrebbero richiedere del tempo per manifestarsi.

Le onde d’urto sono dolorose?

Il trattamento con onde d’urto è in genere ben tollerato. Possono risultare dolorose le applicazioni in prossimità del tessuto osseo soprattutto nel caso dell’uso di onde d’urto focali.

Ci sono controindicazioni?

Le controindicazioni al trattamento con onde d’urto sono rappresentate dalle seguenti condizioni:

  • Gravidanza
  • Neoplasie
  • Infezioni acute dei tessuti molli e ossei
  • Nuclei di accrescimento nella zona da trattare se si usano alte energie
  • Patologie coagulative del sangue
  • Pazienti portatori di pacemaker
  • Tessuto polmonare nel punto focale
  • Encefalo midollo spinale
  • Grandi nervi nel punto focale (neuro cranio, colonna, costole)

Che competenze deve avere lo specialista?

La terapia ad onde d’urto può essere somministrata da personale medico o sanitario (fisioterapisti) previa adeguata formazione specifica

Istituto Santa Chiara: Centro d’eccellenza nella terapia d’onde d’urto a Roma

Il trattamento con onde d’urto va effettuato presso centri specializzati con personale qualificato.
Nel nostro centro a Roma Prati, in via Properzio numero 6, troverai uno staff preparato e competente in grado di rispondere a tutte le tue esigenze.