di Claudia Falcone


Esistono diverse tipologie di trattamenti abilitativi per la dislessia che si differenziano principalmente in base alle specifiche abilità che mirano a potenziare e alle modalità per farlo. Tra questi possiamo citare: i trattamenti visivi, neuropsicologici, balance, sub-lessicali e lessicali.
In quest’articolo ci focalizzeremo solamente su questi ultimi due.

I trattamenti di tipo lessicale e sub-lessicale hanno come obiettivo quello potenziare la corretta e veloce associazione, rispettivamente, tra parole (trattamento lessicale) o tra le sub-componenti delle parole, le lettere e le sillabe, (trattamento sub-lessicale) con le loro corrispondenze fonologiche (sonore) (Tressoldi e Vio, 2011).

Modello a due vie

Per comprendere meglio come funzionano i trattamenti di tipo lessicale e sub-lessicale, è necessario fare riferimento al modello proposto da Coltheart (1978), ossia il “modello a due vie” (Coltheart et al., 2001), che descrive i meccanismi di elaborazione del processo di lettura.

Secondo questo modello, il processo di lettura si basa sull’efficienza di due vie di lettura: la via sub-lessicale e la via lessicale, che rispecchiano due modalità di elaborazione delle parole nel compito di lettura.

La condizione necessaria affinché si possa attivare una delle due vie è la possibilità di effettuare un’adeguata percezione e discriminazione visiva dello stimolo (parola scritta). Questo processo è determinato dall’integrità dell’apparato sensoriale e dall’assenza di patologie oculistiche.

Una volta vista la parola, questa può essere letta e, quindi, elaborata attraverso:

  • la via sub-lessicale (o via lenta): la parola vista è scomposta nelle sue sub-unità, le lettere (grafemi). Successivamente è effettuata una procedura di transcodifica dei singoli grafemi nei loro corrispondenti sonori (fonemi). Questa via ci permette di leggere parole che non conosciamo o prive di significato, le cosiddette ‘non-parole’, basandoci unicamente sulle regole di conversione grafema-fonema.
  • la via lessicale (o via veloce): la parola vista è elaborata nella sua integrità e, quindi, letta. Questo avviene attraverso l’utilizzo di magazzini di memoria dove vengono recuperati sia la struttura sonora, o struttura fonologica, sia il significato delle parole che già conosciamo. Questa via ci permette di leggere le parole che conosciamo con rapidità.

Alla fine di entrambe le vie, la struttura sonora (o fonologica) della parola, costruita attraverso la via sub-lessicale o recuperata attraverso la via lessicale, è depositata in un magazzino di memoria, che la mantiene in mente il tempo necessario per programmare l’articolazione motoria da parte dell’apparato bucco-facciale.

Le due vie di lettura sono indipendenti e un normo lettore è in grado di passare dalla via veloce o lessicale, che utilizza in modo prevalente, alla via sub-lessicale, in base alle necessità (ad esempio quando occorre leggere parole sconosciute).

Le evidenze concordano con l’idea che i dislessici rimangano maggiormente ancorati all’utilizzo della via di lettura di tipo sub-lessicale, indipendentemente dalla natura dello stimolo (parole conosciute o sconosciute). In altre parole i dislessici, di lingua italiana, avrebbero una compromissione della via lessicale di lettura (Zoccolotti et al. 2007).

Questo modello, per quanto esaustivo, non riesce a spiegare i processi di apprendimento della lettura, perché proposto e sviluppato sulla lingua inglese (lingua opaca: dove la conversione grafema-fonema non è sufficiente per la lettura) che si differenzia notevolmente dall’italiano (lingua trasparente), a cui questo modello è stato adattato. In italiano l’utilizzo della via sub-lessicale per la lettura è tipico anche di tutti i bambini nei primi anni di scuola (nelle prime fasi di apprendimento). Con lo sviluppo e l’esperienza si abbandona progressivamente l’utilizzo della via sub-lessicale (più lenta) a favore della via lessicale (più veloce).

Questa considerazione spiega perché, nella lingua italiana, il paramento che è maggiormente rilevante quando si parla di difficoltà di lettura è quello della rapidità rispetto a quello dell’accuratezza. Questo perché le competenze di conversione grafema-fonema (fondamentali per l’accuratezza) evolverebbero in modo lineare dalle prime fasi di alfabetizzazione fino alla terza primaria (Vio e Tretti, 2011).

Trattamenti lessicali e sub-lessicali

In base a quanto detto finora, è fondamentale che i trattamenti della dislessia tengano in considerazione, oltre alle specifiche caratteristiche individuali del disturbo, anche il livello di apprendimento e il grado di esperienza. Pertanto, è opportuno modificare la tipologia di trattamento in funzione dell’età ed esperienza dell’individuo (Zoccolotti et.al, 2005).

I trattamenti di tipo sub-lessicale risultano particolarmente adeguati nelle prime fasi di apprendimento, nelle quali la velocità di processazione delle lettere e/o sillabe è cruciale nel processo di decodifica della parola, mentre i trattamenti di tipo lessicale risultano maggiormente adeguati nelle fasi successive (Vio e Tretti, 2008).

Il trattamento sub-lessicale opera facilitando l’elaborazione delle parti sub-lessicali delle parole e, attraverso il potenziamento della decodifica delle sub-componenti, si arriva al riconoscimento e all’elaborazione delle parole intere (Tressodldi et al., 2007).

Mentre il trattamento lessicale potenzia l’accesso diretto alla parola stimolando la capacità di leggerla nella sua integrità senza doverla scomporre nelle sue sub-unità.

In altre parole questi trattamenti condividono l’obiettivo di potenziare e velocizzare l’associazione della struttura sonora (struttura fonologica), ma con diverse “unità di analisi”: sub-unità (lettere e sillabe) nel trattamento sub-lessicale e unità intere (parole) nel trattamento lessicale.

Efficacia dei trattamenti lessicali e sub-lessicali

Diversi studi hanno esaminato le diverse tipologie di trattamento in termini di efficacia (miglioramento osservabile dopo il trattamento) e di efficienza (miglioramento in relazione al tempo e all’intensità del trattamento).

In particolare, si evidenzia l’efficacia di entrambe le tipologie di trattamento (Alemandri et al., 2007), ma i trattamenti sub-lessicali sono stati evidenziati come i più efficaci ed efficienti.
Dopo un trattamento sub-lessicale di 3/6 mesi, infatti, sono stati evidenziati miglioramenti nelle performance di lettura, soprattutto in termini di velocità (Tressoldi e Vio, 2011; Tressoldi et. sl 2007; Vio e Tretti, 2011).

Inoltre, è stato mostrato come l’efficacia del trattamento sub-lessicale non varia in modo significativo in base alla modalità con cui viene effettuato. Mostra risultati positivi sia quando si tratta di utilizzo di strumenti cartacei sia attraverso strumenti informatici.
È comunque importante ricordare che alla base dei trattamenti di tipo sub-lessicale c’è l’idea che attraverso l’allenamento e il potenziamento di lettura di tipo sub-lessicale è favorito e facilitato l’accesso a un tipo di lettura lessicale.

Leggo Facile

Leggo Facile è una piattaforma on-line ideata da Istituto Santa Chiara, in collaborazione con One Health Vision, per il trattamento della dislessia.

La piattaforma è di facile utilizzo e consente la lettura di brani attraverso una funzione di riconoscimento vocale, che permette di ricevere feed-back immediati.

Leggo Facile dispone di diverse funzionalità come, ad esempio, l’inserimento di brani personalizzati, la personalizzazione del programma di feed-back/rinforzo, la possibilità di monitorare e visualizzare i progressi e la modifica di alcuni paramenti di visualizzazione del brano (es. carattere maiuscolo/minuscolo).

Leggo facile rientra tra i trattamenti di tipo sub-lessicale e lessicale, questo perché tra le sue funzionalità è possibile scegliere tra due diverse modalità di presentazione del brano, ossia o in parole intere o in sillabe.

Questo risulta particolarmente importante perché permette di proporre un trattamento graduale che va dalle sillabe alle parole, oltre che una personalizzazione del trattamento stesso in base all’età e alla gravità del disturbo.

Contatti

Teleriabilitazione

Presso Istituto Santa Chiara è attivo il servizio di teleriabilitazione dedicato sia ai pazienti in età evolutiva che a quelli adulti.
I pazienti potranno avere a disposizione i professionisti, comodamente e ovunque, senza incidere sulla qualità della terapia, che verrà rimodulata e proposta online, caso per caso.

Gli specialisti di Istituto Santa Chiara sono a tua disposizione a distanza in tutta Italia o a domicilio su Roma

Videoconsulto
Disponibile
Visita a domicilio
Disponibile

Contatta gli specialisti del centro di Roma

Videoconsulto
Disponibile

Contatta gli specialisti del centro di Lecce

Bibliografia:

Allamandri et al.( 2007). Trattamento della dislessia evolutiva: un confronto multicentrico di efficacia ed efficienza. Dislessia  Ed.Erikson Vol. 4, n. 2, (pp. 143-162)

Coltheart M, Rastle K, Perry C, Langdon R, Ziegler J. DRC: a dual route cascaded model of visual word recognition and reading aloud. Psychol Rev. 2001 Jan;108(1):204-56. 

https://leggofacile.com/

Leonardi M. et al. (2018). training riabilitativo della lettura rivolto a soggetti dislessici dai 7 ai 13 anni.  Ed.Erikson Vol. 15, n. 3, ottobre 2018 (pp. 321-345)

Tressoldi e Vio (2011). “Studi italiani sul trattamento della dislessia evolutiva: una sintesi quantitativa”. Dislessia, 8, 2:163-172

Tressoldi P. e Vio C., (2011). Studi italiani sul trattamento della dislessia evolutiva: una sintesi quantitativa. Dislessia Ed.Erikson Vol. 8, n. 2, maggio 2011 (pp. 163-172).

Tressoldi P., Iozzino R., Vio C.(2007). Ulteriori evidenze sull’efficacia dell’automatizzazione del riconoscimento sub-lessicale per il trattamento della dislessia evolutiva. Psicologia clinica dello sviluppo a. XI, n. 1

Voi C., Tretti M.L. (2011). L’intervento sublessicale nel trattamento della dislessia. Dislessia  Ed.Erikson Vol. 8, n. 3, ottobre 2011 (pp. 285-298)

Vio C., Tressoldi P., Lo Presti G.(2018). Diagnosi dei disturbi specifici dell’apprendimento scolastico. Ed. Erikson

Vio e Tretti (2008). Il trattamento del disturbo della lettura. Dislessia ed. Erikson Vol. 5, n. 1, gennaio 2008 (pp. 45-62)

Zoccolotti P., Angelelli P., Judica A., e Luzzatti C. (2005). “I disturbi evolutivi di lettura e scrittura”; Carocci editore

Zoccolotti P. et al. (2007). Un progetto di studio e di intervento sui disturbi specifici dell’apprendimento della lettura in bambini italiani. Child Development e Disabilities XXXIII 1/2007 pp.23/40