02 Mar 2026

Sull’ADHD: la storia di Mattia [Racconto di medicina narrativa]

Intervista di Marzia Casilli alla psicologa Benedetta Liquori, professionista di Istituto Santa Chiara di Lecce


 

I bambini che arrivano da me, sono spesso bambini che non vengono compresi.

Bambini che gli adulti colpevolizzano, marcandoli a fuoco con le solite frasi: non ti sai comportare, sei un cattivo bambino, perché non sei come tutti gli altri?

Spesso questi bambini nascondono dentro di loro delle ferite profonde e sono incapaci di esprimere a voce le loro difficoltà, il loro disagio, e alla fine, se non aiutati si convinceranno di essere davvero dei cattivi bambini e di conseguenza, in futuro delle cattive persone.

Ho conosciuto Mattia circa un anno fa, aveva sette anni, un bambino alto per la sua età, con una frangetta corvina che arrivava a coprirgli quasi gli occhi.

La prima cosa che mi ha mostrato è stata la sua finestrella in mezzo all’arcata dentale superiore.

“Chissà quanta corrente che ci passa da lì dentro!” ho detto

“É vero!” ha risposto lui facendo fischiare l’aria in mezzo ai dentini soffiandomela contro. Ho subito pensato che avesse un viso davvero simpaticissimo con queste guance rosse e accaldate.

I genitori mi avevano raccontato di lui che era un bambino troppo irrequieto, che a scuola tutte le maestre se ne lamentavano e a casa non ascoltava mai.

A causa del suo comportamento, spesso indisponente, il clima in casa era sempre teso e non c’era armonia. Anche uscire con gli amici per andare a mangiare una pizza, per loro, era fonte di ansia e preoccupazione, perché non sapevano mai come il figlio si sarebbe comportato. E si vergognavano di trovarsi spesso in situazioni spiacevoli e imbarazzanti.

Dopo le valutazioni effettuate è arrivata la diagnosi di ADHD. L’ADHD (Sindrome da Deficit di Attenzione/Iperattività) è un disturbo dello sviluppo caratterizzato da livelli avanzati di disattenzione, disorganizzazione, iperattività e impulsività; non è un capriccio, ma una condizione neurobiologica spesso ereditaria che esordisce nell’infanzia e può persistere nell’età adulta compromettendo la vita sociale, scolastica e lavorativa. É una neurodivergenza che implica un funzionamento cerebrale diverso dalla norma statistica. Non è una malattia, ma una configurazione neurologica con caratteristiche proprie e un diverso modo di elaborare le informazioni.

I primi incontri con Mattia li ricordo come una serie di scosse di assestamento.

Non rimaneva seduto mezzo secondo, era talmente distratto dalla vita che scorreva intorno a lui, che anche semplicemente rubargli uno sguardo era un’impresa.

Ma era anche un bambino abituato a sentirsi colpevole di questo, un bambino in attesa, già pronto alla sua prossima punizione.

Ciò che mi sono impegnata a costruire con lui, sin da subito, come terapista, è stato un legame di fiducia. Uno spazio in cui Mattia avrebbe potuto essere se stesso e nel frattempo avere il tempo di metabolizzare le sua emozioni e imparare a regolarle. Ci è voluto del tempo, ci sono volute sedute prive di ogni fonte di distrazione. Con Mattia anche una sedia girevole poteva essere un problema. Anche un portapenne sul tavolo. Quando arrivava lui: solo sedie normali, senza tavolini annessi, senza ruote e tavoli vuoti. Solo io e lui. Tanto dialogo e tante pause. Poca attività e subito una pausa, per concedergli il tempo di ricalibrarsi. Alla fine di ogni seduta un premio, un rinforzo positivo e mai un giudizio.

Una volta stabilita la nostra routine, ho parlato con i genitori, perché era importante che anche loro seguissero lo stesso percorso a casa.
All’inizio c’è stata una difficoltà da parte loro nel comprendere le effettive problematiche del bambino.
Non sono capricci, ho spiegato loro, è la manifestazione di un problema che il bambino non sa affrontare e se il genitore per primo lo punisce per questo, chi mai altro potrà aiutarlo e capirlo? Da chi altri potrà mai sentirsi protetto e al sicuro?
Dopo le perplessità iniziali da parte della famiglia, anche loro stati bravissimi a supportare Mattia nel percorso, hanno imparato a convertire le punizioni in motivazioni. Più il bambino veniva stimolato verso un obiettivo per lui interessante, più tutte le sue energie erano rivolte a quello e riusciva a concentrarsi e autoregolarsi.
La parte più bella di questo, per me, è stato vedere come il rapporto tra il bambino e i genitori sia del tutto rifiorito, nell’esatto momento in cui loro sono stati capaci di gettare via qualunque idea, concetto, avessero del figlio e iniziare a conoscerlo davvero per poi accoglierlo.

L’ADHD di Mattia non è svanita. Non svanirà mai: è cambiata la percezione che lui ha di se stesso, del suo valore; allo stesso modo, è cambiata la percezione che le persone che ama hanno di lui. E questo fa una differenza enorme: crea fiducia, costruisce una personalità sana, che non si sente in difetto ma legittimata a esistere come tutte le altre.

É un anno che seguo Mattia, la sua finestrella in mezzo all’arcata dentale è sparita, gli è rimasto quel faccino simpaticissimo. Non abbiamo più bisogno di pause frequenti durante le nostre sedute, sul tavolo può esserci un portapenne o una pila di fogli, non importa perché adesso quando parliamo i suoi occhioni sono agganciati ai miei. Anzi, appena arriva, non vede l’ora di raccontarmi ciò che gli è successo durante la settimana. O di spiegarmi come funziona il motore di una Porsche. O di mostrarmi come è riuscito a costruire un garage per auto utilizzando del nastro adesivo e dei pastelli. Ha una manualità incredibile. La sua grande passione è rimettere le catene alle biciclette.

Perché qualunque motore può andare avanti se tutti i suoi pezzi sono al posto giusto.

Oggi, questo, Mattia lo sa meglio di chiunque.

 

*Per tutelare l'identità e la privacy, è stato usato un nome d'invenzione

CONTATTACI

PER RICEVERE MAGGIORI INFORMAZIONI O PRENOTARE UN APPUNTAMENTO CON ISTITUTO SANTA CHIARA, SCEGLI LA TUA SEDE.

CONTATTI ROMA

CLICCA QUI PER LA PAGINA DEI CONTATTI

OPPURE COMPILA IL FORM

Devi accettare le condizioni sulla privacy

Contatta le altre sedi in Italia

CONTATTI LECCE

CLICCA QUI PER LA PAGINA DEI CONTATTI

OPPURE COMPILA IL FORM

Devi accettare le condizioni sulla privacy

CONTATTI LADISPOLI

CLICCA QUI PER LA PAGINA DEI CONTATTI

OPPURE COMPILA IL FORM

Devi accettare le condizioni sulla privacy

CONTATTI MAGLIE

CLICCA QUI PER LA PAGINA DEI CONTATTI

OPPURE COMPILA IL FORM

 

Devi accettare le condizioni sulla privacy

CONTATTI CASTRIGNANO De' GRECI

CLICCA QUI PER LA PAGINA DEI CONTATTI

OPPURE COMPILA IL FORM

 

Devi accettare le condizioni sulla privacy

CONTATTI SAN VITO DEI NORMANNI

CLICCA QUI PER LA PAGINA DEI CONTATTI

OPPURE COMPILA IL FORM

Devi accettare le condizioni sulla privacy

CONTATTI MERINE

CLICCA QUI PER LA PAGINA DEI CONTATTI

OPPURE COMPILA IL FORM

Devi accettare le condizioni sulla privacy