Articolo a cura della Dott.ssa Désirée Harnic — Laureata in medicina e chirurgia; specialista in psichiatria e psicoterapeuta

Questa figura professionale appare tanto misteriosa quanto temibile.
La mancanza di conoscenza riguardo questa professionalità la rende quasi un “serial killer” della mente tanto da aver, ingiustamente, ereditato il soprannome di “medico dei pazzi”. Questa reputazione dovuta al retaggio culturale, ma anche cinematografico ne ha dato un’immagine distorta o perlomeno non aggiornata.

Molti pensano che lo psichiatra riduca i propri pazienti a “zombie”, che prescriva o anzi sovraprescriva solo farmaci per i “matti”.
La maggior parte della gente è terrorizzata dalle malattie mentali, perché non le conosce!

 

Cosa fa lo psichiatra?

Lo psichiatra “contemporaneo” è un medico laureato in medicina e poi, per inclinazione dell’animo e predisposizione personale, sceglie la specializzazione in psichiatria. Lo psichiatra è abilitato, previa richiesta formale, ad esercitare la professione di psicoterapeuta, potendosi iscrivere all’albo degli psicoterapeuti (quindi all’interno di tale categoria esistono psichiatri che esercitano la psicoterapia).

Lo psichiatra grazie a una comune visita, basata su colloquio, raccoglie accuratamente la storia del paziente, approfondisce la presenza dei sintomi che il paziente lamenta (o li individua, qualora il paziente non sia riuscito a riconoscerli) fino a formulare una diagnosi e impostare una possibile terapia farmacologica. Talvolta, seppure più raramente, accade che una persona si rechi dallo psichiatra per una consulenza specialistica e per capire se soffre o meno di un disturbo psichiatrico. È compito dello psichiatra indagare e presentare al paziente una riposta esaustiva.

Penso che la forma più completa di psichiatra sia quella in cui il medico non è orientato solo in senso biologico e farmacologico, ma quella in cui abbia anche una formazione e una competenza psicoterapeutica che gli consentano di comprendere fino in fondo il paziente e la sua personalità.

 

Egli deve cercare, inoltre, di individuare le “dotazioni personali” di ciascun paziente per poter sia rappresentare un punto di riferimento e di appoggio per ciò che concerne la sintomatologia, la diagnosi ed il trattamento delle patologie psichiche; ma possa fornire al contempo suggerimenti, delucidazioni, spiegazioni ed eventuali indicazioni.

 

Ciò riesce in funzione di un quadro completo che si è formato, in merito al quale, il medico intende quale sia il miglior orientamento psicoterapico (ve ne sono differenti tipi) da affiancare, parallelamente, alla terapia farmacologica (quando ritenuto opportuno). Tutto il percorso sarà obbligatorio, secondo scienza e coscienza, per il conseguimento degli obiettivi relativi al benessere del paziente.