di Claudia Falcone


 

La lettura è un’attività complessa, poiché è il risultato di un apprendimento e di un’integrazione tra abilità diverse: visive, attentive, linguistiche, motorie e cognitive.

Gli aspetti visivi riguardano la percezione e l’elaborazione dell’informazione visiva e sono fondamentali nelle prime fasi di apprendimento e per il processo di lettura, in quanto mediano l’identificazione e il riconoscimento delle lettere all’interno delle parole (Legge et al., 2001).

I ragazzi con dislessia mostrano difficoltà nell’effettuare una lettura fluente e corretta, in termini di velocità e accuratezza (International Dyslexia Association, 2003), tra queste difficoltà ricordiamo:

  • Lentezza e difficoltà nell’esplorazione visiva di un testo, con conseguenti difficoltà a mantenere il segno (omissione di parole e righe);
  • Presenza di omissioni e inversioni di lettere nelle parole (volta/vola; la/al; per/pre);
  • Presenza di errori che riguardano lo scambio di lettere visivamente simili ma che si differenziano per l’orientamento orizzontale e/o verticale (q/p; d/b; u/n);
  • Difficoltà a riconoscere come “uguali” lettere con caratteristiche tipografiche differenti (a/A/a);
  • Presenza di fenomeni di interferenza e fusione di parole vicine (cane e sale/ cale)

 

I lettori dislessici riferiscono di vedere le lettere e le parole che si muovono e cambiano direzione e orientamento.
Inoltre, perdono frequentemente il segno durante la lettura, saltando parole e righe (Fig. 1).

Esempio di testo visto da lettori dislessici

Fig. 1: Simulazione della lettura di un dislessico.

 

Ricerca scientifica sugli aspetti visivi della dislessia

Gli studi che si sono occupati di investigare il coinvolgimento degli aspetti visivi nella lettura nei dislessici hanno fatto emergere dei risultati interessanti, che coinvolgono principalmente due aspetti. I ragazzi con dislessia mostrano Pattern di movimenti oculari diversi, rispetto ai normolettori. Guardando gli occhi di un normale lettore esperto, ci si accorge che questi scorrono sul testo (da sinistra a destra) in modo fluido, attraverso movimenti chiamati saccadi, costantemente intervallati da delle pause in cui avviene l’elaborazione dello stimolo, dette fissazioni. Dai dati è emerso che i movimenti oculari di un dislessico, rispetto a quelli di un normolettore, sono meno fluidi, presentano saccadi più ampie e più frequenti, un maggior numero di regressioni (saccadi da destra a sinistra) ed effettuano fissazioni più lunghe e più frequenti (Fig. 2) (De Luca et al. 2002).

Ricerca scientifica sugli aspetti visivi della dislessia

Fig. 2: Nella figura in alto (a) sequenza dei movimenti oculari in un normolettore, mentre in quella in basso (b) di un lettore dislessico.

Inoltre emerge una maggiore sensibilità all’effetto affollamento, conosciuto come “Effetto Crowding”. Il termine significa “affollamento visivo” ed è riferito alla difficoltà che si riscontra nell’identificazione di uno stimolo centrale, quando è circondato da altri stimoli, spazialmente troppo vicini. Gli studi mostrano che la prestazione di lettura migliora all’aumentare dello spaziamento tra lettere e parole (Fig.3) (Spinelli et al. 2002).

Esempio di crowding

Fig. 3: Esempio dell’effetto crowding. Fissando la croce centrale il riconoscimento della lettera A risulterà più facile quando è presentata in modo isolato (a sinistra) piuttosto che quando è circondata da altre lettere distrattrici (a destra).

 

Trattamenti 

Esistono diverse tipologie di trattamenti per la dislessia, ciascun trattamento può essere classificato in base al tipo di modello teorico a cui sottende.
Diversi modelli teorici hanno cercato di “isolare” i meccanismi alla base del disturbo di lettura, tuttavia è attualmente possibile dire che, a determinare la genesi di questo disturbo, sia un insieme di diversi meccanismi coesistenti.

  • Trattamenti sub-lessicali e lessicali:
    L’obiettivo di questi tipi di trattamenti è lo sviluppo della corretta e veloce associazione tra parole (lessicale) o sillabe (sub-lessicale) con le loro corrispondenze fonologiche. Questo può essere fatto attraverso un allenamento a leggere parole tramite presentazione tachistoscopica (presentazione di singole parole per un brevissimo intervallo di tempo), in questo modo si “forza” ad estrarre con una singola fissazione tutte le informazioni necessaria per la codifica, limitando la tendenza a compiere un analisi sequenziale dello stimolo a favore di un analisi più globale. Diversamente può essere effettuato attraverso l’utilizzo di programmi che facilitino la rilevazione delle singole unità (lettere e sillabe) e permettendo un processo di automatizzazione graduale
  • Trattamenti visivi:
    L’obiettivo di questi trattamenti è il potenziamento e la correzione di aspetti visuo-percettivi e oculomotori. Questo può essere fatto attraverso visual- training specifici, ma anche attraverso l’utilizzo di strumenti e misure, che riguardano aspetti più “strutturali” del testo, come, ad esempio, l’utilizzo del maiuscolo, la modifica delle spaziature all’interno di un testo o l’utilizzo di caratteri tipografici progettati ad hoc, i cosiddetti Font Dyslexia Friendlly.
  • Trattamenti neuropsicologici:
    L’obiettivo di questi trattamenti è quello di potenziare abilità cognitive diverse che supportano e si integrano con il processo di lettura. Le abilità principalmente potenziate riguardano aspetti attentivi e di memoria verbale.

Leggo Facile

Leggo Facile è una nuova piattaforma per la riabilitazione online, ideata da Istituto Santa Chiara, che permette di trattare la dislessia.
Leggo Facile rientra tra i trattamenti di tipo sub-lessicale e lessicale, attraverso l’allenamento di tipo sub-lessicale è favorito e facilitato l’accesso verso una lettura lessicale.

La piattaforma prevede un facile utilizzo attraverso la funzione di riconoscimento vocale e permette di ricevere un feed-back immediato sulla propria prestazione.
Tra le altre funzionalità della piattaforma è possibile personalizzare l’esercitazione, attraverso la modifica di diversi parametri del testo che riguardano aspetti “più visivi”, come ad esempio la possibilità di visualizzare il testo anche in stampato maiuscolo e il mascheramento laterale che permette di visualizzare solo la parola da leggere, mentre il resto del testo viene nascosto.

Inoltre è particolarmente importante l’inserimento di un programma di rinforzo e la possibilità di visualizzare, alla fine di ogni esercitazione, un riepilogo dell’andamento della propria prestazione.

 

Bibliografia

Tressoldi e Vio (2011). “Studi italiani sul trattamento della dislessia evolutiva: una sintesi quantitativa”. Dislessia, 8, 2:163-172

Tressoldi PE., Vio C. , Lo Presti G. (2018). “Diagnosi dei disturbi specifici dell’apprendimento”. Edizioni Erickson

Tressoldi, P. E., & Vio, C. (2012). Il trattamento dei disturbi specifici dell’apprendimento scolastico. Edizioni Erickson.

Zoccolotti, P., Angelelli, P., Judica, A., & Luzzatti, C. (2005). I disturbi evolutivi di lettura e scrittura (pp. 1-276). Carocci.

Zoccolotti, P., & De Luca, M. (2004). I movimenti oculari nella lettura: aspetti normali e patologici. Dislessia, 1, 277-288.

Legge G.E., Mansfield J. S., Chung S.T. (2001), Psychophysics of Reading. XX. Linking Letter Recognition to Reading Speed in Central and Peripheral Vision. Vision Research (41) 725-43

Lyon, G. R., Shaywitz, S. E., & Shaywitz, B. A. (2003). A definition of dyslexia. Annals of dyslexia, 53(1), 1-14.

Spinelli D., De Luca M., Judica A., Zoccolotti P. (2002). “Crowding effects on word identification in developmental dyslexia” Cortex 38(2), 179-200

 

Sitografia

https://dyslexiaida.org

https://leggofacile.com