di Angela Viggiani


Il disturbo bipolare II comprende una serie di segni e sintomi la cui caratteristica principale è rappresentata da variazioni imprevedibili, prolungate ed estreme del tono dell’umore, che possono essere accompagnate da cambiamenti nel pensiero e nel modo di comportarsi tali da compromettere lo svolgimento delle attività di vita quotidiana

Scott, Garland, & Moorhead, 2001

Epidemiologia

Il disturbo bipolare nei bambini sotto i 12 anni è molto raro. In genere il primo episodio si verifica dopo la maggiore età, tra i 15 e i 30 anni, per poi ripresentarsi nel corso dell’arco della vita (Goodwin et al, 2007).

La prevalenza del disturbo bipolare II è dello 0,4% degli adulti ed è più comune nel sesso femminile (Nivoli et al., 2011).
Può essere diagnosticato con disturbi d’ansia, da uso di sostanze, disturbi della personalità e disturbo da deficit di attenzione e iperattività (ADHD).

Diagnosi e Sintomi

Secondo il DSM-5 (Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali) (APA, 2013) per fare diagnosi di Disturbo Bipolare II la storia dell’individuo deve essere caratterizzata dalla presenza di uno o più episodi depressivi maggiori accompagnati da almeno un episodio ipomaniacale che causano disagio significativo in ambito lavorativo, sociale o in altra area del funzionamento.  

L’episodio depressivo maggiore è caratterizzato da un periodo di 2 settimane in cui possono esserci:

  • umore depresso o perdita di interesse o piacere
  • perdita o aumento dell’appetito o perdita o aumento del peso
  • insonnia o ipersonnia
  • agitazione o rallentamento psicomotorio
  • faticabilità o mancanza di energia
  • sentimenti di autosvalutazione o di colpa eccessivi e inappropriati
  • ridotta capacità di concentrarsi o di pensare
  • pensieri ricorrenti di morte o ideazione suicidaria

L’episodio ipomanicale (letteralmente “mania lieve”) indica un umore espanso, elevato o irritabile per almeno 4 giorni consecutivi e almeno tre dei seguenti sintomi:

  • senso di grandiosità
  • diminuito bisogno di dormire
  • logorrea o maggiore spinta a parlare
  • pensiero accelerato o fuga delle idee
  • alta distraibilità riferita o osservata
  • sensibile aumento delle attività quotidiane svolte e/o agitazione psicomotoria
  • eccesso di attività potenzialmente rischiose (spese folli, investimenti rischiosi, attività sessuali a rischio etc.)

Cause

All’origine del disturbo bipolare si riconoscono fattori genetici predisponenti e specifiche alterazioni nei circuiti cerebrali che controllano il tono dell’umore, l’affettività e l’impulsività.

Anche l’ambiente riveste un ruolo chiave e può favorire l’esordio dei sintomi, in particolare in corrispondenza di situazioni critiche quali difficoltà relazionali, insuccessi scolastici, perdita del lavoro, problemi economici, traslochi, esperienze traumatiche, lutto ecc.

Le manifestazioni bipolari possono comparire subito dopo l’assunzione di una sostanza (alcol, cocaina, fenciclidina) sia a distanza di tempo, in corso di uso cronico, oppure in fase di sospensione/astinenza. Anche alcune condizioni mediche che interferiscono con l’attività neuronale (come lupus eritematoso sistemico, sclerosi multipla ecc.) e le alterazioni dell’attività della tiroide possono favorire l’insorgenza di manifestazioni ipomaniacali o depressive.

Terapia

Il trattamento può comprendere:

  • Terapia farmacologica per ridurre la frequenza, la gravità e le conseguenze della sintomatologia e favorire un miglioramento del funzionamento psicosociale della persona;
  • Psicoterapia cognitivo comportamentale individuale per migliorare la qualità della vita dei pazienti (Gomes, 2007; Costa, 2012);
  • Tecniche di rilassamento e Trattamento dell’insonnia (Harvey, 2011) per favorire l’aderenza al trattamento e la diagnosi precoce delle recidive;
  • La psicoeducazione (Zaretsky, 2007) e la terapia di gruppo rivolta ai soggetti e i/le loro partner o i familiari, aiuta ad avere periodi di benessere significativamente più lunghi e un numero inferiore di sintomi (Colom et al. 2003; Hirschfeld et al., 1998).

Negli ultimi anni fra tutte è stata comprovata l’efficacia della Terapia Cognitivo Comportamentale combinata con la farmacoterapia nel trattamento del disturbo bipolare (Beck & Newman, 2005).

Contatti

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Bibliografia

Beck, J. S., & Newman, C. F. (2005). Psychotherapy for Bipolar Disorder: Treatments to Enhance Medication Adherence and Improve Outcomes CME/CE.

Colom F, Vieta E, Martinez-Aran A, et al. A randomized trial on the efficacy of group psychoeducation in the prophylaxis of recurrences in bipolar patients whose disease is in remission. Arch Gen Psychiatry. 2003; 60:402-407.

Costa R.T., Cheniaux E., Rangé B.P., Versiani M., Nardi A.E. (2012). Group cognitive behavior therapy for bipolar disorder can improve the quality of life. Brazilian journal of medical and biological research, 45, 862-868.

DSM-5. Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali. Raffaello Cortina Editore, Milano 2014.

Gomes B.C., Lafer B. (2007). Psicoterapia em grupo de pacientes com transtorno afetivo bipolar. Revista de Psiquiatria Clinica, 34, 84-89.

Hirschfeld DR, Gould RA, Reilly-Harrington NA, et al. Short-term adjunctive cognitive-behavioral group therapy for bipolar disorder: preliminary results from a controlled trial. Program and abstracts of the Annual Conference of the Association for the Advancement of Behavior Therapy; November 5-8, 1998; Washington, DC.

Nivoli, A. M., Colom, F., Murru, A., Pacchiarotti, I., Castro-Loli, P., González-Pinto, A., … & Vieta, E. (2011). New treatment guidelines for acute bipolar depression: a systematic review. Journal of affective disorders, 129(1-3), 14-26.

Scott, J., Garland, A., & Moorhead, S. (2001). A pilot study of cognitive therapy in bipolar disorders. Psychological medicine, 31(3), 459.