di Alessia Narracci


Il disturbo ossessivo compulsivo da relazione (ROCD) è una dimensione del disturbo ossessivo compulsivo focalizzata sulle relazioni interpersonali intime, che è stata oggetto di ricerca solo in tempi recenti.

Esso può riguardare un’ampia costellazione di relazioni, come quelle sentimentali, il rapporto genitori-figli e anche il rapporto con Dio (Doron et al., 2012a).
Gli interessi della ricerca si sono però maggiormente incentrati sulle relazioni sentimentali.

Quali sono le caratteristiche del disturbo ossessivo-compulsivo da relazione?

Il ROCD si divide in due tipologie, collegate fra loro ma concettualmente distinte (Doron et al., 2012a, 2012b):

  • Centrato sulla relazione (relationship- centered):
    I sintomi riguardano dubbi e preoccupazioni sulla relazione stessa, in particolare rispetto a tre dimensioni:
    1. sentimenti verso il partner (Lo/a amo?),
    2. sentimenti del partner (Mi ama?)
    3. quanto può essere “giusta” la relazione (è la persona giusta per me?)
  • Centrato sul partner (partner- focused): i sintomi riguardano forti preoccupazioni verso i difetti percepiti nel proprio partner relativamente ad alcune dimensioni, tra cui l’aspetto fisico (non è abbastanza bello/a), l’intelligenza (non è abbastanza intelligente), aspetti morali ed emotivi.

L’età di insorgenza non è conosciuta, sebbene di solito la comparsa dei sintomi venga riportata nella prima età adulta.
In altri casi, invece, i soggetti fanno risalire l’esordio in occasione di scelte importanti all’interno del contesto relazionale, come avere figli, o in seguito alla fine di una relazione. In quest’ultimo caso, può emergere una “paura del rimpianto anticipato” tale per cui vi è il dubbio persistente che il precedente partner fosse quello giusto.
In tal caso, il soggetto può cercare di rassicurarsi attuando confronti compulsivi con il partner precedente e ripercorrendo le cause che hanno portato alla fine della relazione.  

La sintomatologia è ego distonica in quanto contraddice i valori personali dell’individuo (es. l’aspetto fisico non dovrebbe essere un elemento importante per scegliere un partner) e l’esperienza soggettiva della relazione, e per questo motivo può provocare un forte distress generale, depressione e ansia, impattando significativamente con il funzionamento individuale.
Tale distress può portare all’evitamento di relazioni per paura di ferire gli altri o per evitare la comparsa dei sintomi (Doron et al., 2014).

Le ossessioni sono strettamente legate alle compulsioni, attuate al fine di alleviare l’ansia provocata dai pensieri intrusivi.
Esse includono:

  • Autocritica (es. Sono stupido/a a pensare questo) nel costante monitoraggio degli stati interni (Ho attrazione? Sono innamorato?)
  • Confronto con altri partner
  • Ricerca continua di rassicurazione
  • Evitamento di situazioni sociali o di altro tipo che potrebbero fungere da trigger per pensieri intrusivi
  • Checking: cercare informazioni su internet sulle qualità ritenute “oggettive” per definire una relazione o un partner adeguato (Doron et al, 2014, 2017).

Meccanismi di mantenimento

Sono state elencati alcuni fattori che sembrano implicati nel mantenimento della sintomatologia (Doron et al., 2017)

  • Un primo elemento è la presenza di preesistenti vulnerabilità del Sé:
    vulnerabilità relative a domini specifici possono portare a una maggiore vigilanza verso eventi legati ai domini stessi.
    In tal senso, se l’autostima è legata al dominio relazionale o alle qualità del partner, vi sarà una maggiore vigilanza riguardo questi aspetti. Legato a tale fattore vi è l’ipotesi della doppia vulnerabilità, secondo cui la compresenza di vulnerabilità del Sé e uno stile di attaccamento ansioso costituiscono un fattore di rischio nello sviluppare dubbi ossessivi e paure riguardo le relazioni (Doron et al., 2013, 2014, 2017)
  • Un ulteriore elemento è quello delle credenze, che includono sia quelle collegate al DOC in generale, come l’intolleranza verso l’incertezza, la sovrastima della minaccia e l’importanza data ai pensieri e al loro controllo, sia credenze più specifiche, denominate credenze relazionali disadattive. È stato rilevato che i pazienti con ROCD presentano livelli più alti di:
    1. credenze relative alla paura di trovarsi nella relazione sbagliata
    2. sovrastima delle conseguenze negative di essere da soli (Melli et al., 2018).
      Queste credenze potrebbero esacerbare la valutazione negativa di esperienze usuali nel corso di una relazione, come annoiarsi con il partner, che sarebbero interpretate come elementi incontrovertibili di incompatibilità (Doron et al., 2016).
      Al tempo stesso, le due credenze sopracitate potrebbero essere attivate simultaneamente creando una situazione di dubbio ossessivo sia verso la genuinità della relazione e, al tempo stesso, la paura di rimanere da soli (es. non potrebbe essere la persona per me, ma se finissi la relazione potrei rendermi conto di aver perso la persona giusta) (Doron et al., 2014,2016; Melli et al., 2018).
      Un ulteriore studio ha cercato di analizzare ulteriormente questo aspetto, evidenziando che il perfezionismo e quindi la forte preoccupazione per gli errori è implicato specificamente nel ROCD centrato sulla relazione, mentre la paura di essere nella relazione sbagliata sembra essere legata al ROCD centrato sul partner (Doron et al., 2015; Melli et al., 2018).

I test

Sono stati elaborati test specifici per il ROCD (Doron et al., 2012a, 2012b):

  • ROCI (relationship obsessive-compulsive inventory): per valutare la severità delle ossessioni e compulsioni su tre dimensioni: sentimenti verso il partner, i sentimenti del partner verso sé stessi e la “correttezza” della relazione;
  • PROCSI (partner- related obsessive-compulsive symptoms inventory): per misurare le ossessioni e i comportamenti di neutralizzazione in sei domini: apparenza fisica, socialità, moralità, stabilità emozionale, intelligenza e competenza.

La terapia cognitivo comportamentale nel trattamento del disturbo ossessivo compulsivo relazionale

Il trattamento elettivo per il DOC è quello Cognitivo Comportamentale, all’interno del quale gli studiosi indicano alcune tecniche specifiche quali l’esposizione con prevenzione della risposta (ERP) ed esperimenti comportamentali.

Non ci sono studi su trattamenti farmacologici per trattare la sintomatologia ROCD, sebbene si ritenga che i SSRI per il trattamento del DOC generale possano portare a una riduzione della sintomatologia (Doron et al., 2014, 2017).

Dove rivolgersi per trattare il disturbo ossessivo compulsivo relazionale

Teleriabilitazione

Presso Istituto Santa Chiara è attivo il servizio di teleriabilitazione dedicato sia ai pazienti in età evolutiva che a quelli adulti.
I pazienti potranno avere a disposizione i professionisti, comodamente e ovunque, senza incidere sulla qualità della terapia, che verrà rimodulata e proposta online, caso per caso.

Gli psicoterapeuti di Istituto Santa Chiara sono a tua disposizione a distanza in tutta Italia o a domicilio su Roma

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Bibliografia

Doron, G., Derby, D., Szepsenwol. O., & Talmor. D. (2012a). Tainted Love: Exploring relationship-centered obsessive-compulsive symptoms in two non-clinical cohorts. Journal of Obsessive-Compulsive and Related Disorders, 1,16-24.

Doron, G., Derby, D., Szepsenwol. O., & Talmor. D. (2012b). Flaws and all: Exploring partner-focused obsessive-compulsive symptoms. Journal of Obsessive-Compulsive and Related Disorders, 1, 234-243.

Doron, G., Derby, D., & Szepsenwol. O. (2014). Relationship obsessive compulsive disorder (ROCD): A conceptual framework. Journal of Obsessive-Compulsive and Related Disorders, 3, 169-180.

Doron G, Szepsenwol O. (2015) Partner-focused obsessions and self-esteem: an experimental investigation. Journal of Behavior Therapy and Experimental Psychiatry, 49, 173–9.

Doron, G., Derby, D., & Szepsenwol. O., Nahaloni, E., & Moulding, R. (2016).  Relationship obsessive- compulsive disorder: Interference, symptomps and maladaptive beliefs. Frontiers in Psychiatry, 7, 58

Doron, G., Derby, D. (2017) Assessment and treatment of relationship-related OCD symptoms (ROCD): A modular Approach. The Wiley Handbook of Obsessive-Compulsive Disorders, 547

Melli, G., Bulli, F., Doron, G., & Carraresi, C. (2018). Maladaptive beliefs in relationship obsessive compulsive disorder (ROCD): Replication and extension in a clinical sample. Journal of Obsessive-Compulsive and Related disorders, 18, 47-53