Gli incubi sono sogni a contenuto terrificante che avvengono solitamente nell’ultima parte della notte, quella della fase REM del sonno. Il bambino svegliato dai brutti sogni, li ricorda e li racconta.
A differenza di ciò che succede durante il terrore notturno, quando il piccolo si sveglia terrorizzato è ben orientato e riconosce i genitori, la sua stanza ecc.

Il contenuto degli incubi varia con l’età: può riguardare mostri, cadute dall’alto, aggressioni da parte di animali feroci ecc.

Di solito gli incubi sono in relazione con avvenimenti che hanno stressato o turbato il piccolo. I genitori vanno rassicurati e va loro spiegato che il disturbo, di solito, non dura più di due o tre anni. Quando gli incubi sono molto frequenti e il loro contenuto ricorrente è bene rivolgersi ad uno specialista: possono rappresentare la prima, se non l’unica spia, del profondo disagio psicologico di un bambino vittima di abusi.

A volte gli incubi, come gli altri disturbi del sonno, dipendono da un’alterazione del ritmo sonno-veglia, luce-buio, di quel ritmo circadiano che regola tutte le nostre funzioni biologiche e la loro alternanza in base alle varie ore della giornata.

 

Cosa regola i nostri equilibri interni?

  • I ritmi luce-buio,
  • gli orari scolastici e lavorativi,
  • l’orario dei pasti

Il fattore più importante per la regolazione dei meccanismi interni che controllano il sonno è l’alternanza luce-buio: per questo motivo è consigliato esporre spesso alla luce il neonato e il lattante e non farlo dormire in una stanza troppo oscurata, durante i riposini diurni, al fine di indurgli ritmi sonno-veglia simili a quelli adulti.

In condizioni normali, vi è una fase di attività tra le 5 e le 8 del mattino, una riduzione dell’attività dalle 11 alle 14, una nuova fase di attività dalle 17 alle 20 e una fase di riduzione, prima dell’attività poi della vigilanza, dopo le 20 e dalle 23 alle 5 di mattina.

 

Cosa fare?

Al di là dei condizionamenti sempre possibili, ognuno di noi ha un suo ritmo circadiano costituzionale e preferenziale che deve essere presto riconosciuto sin dai primi tempi e assecondato quando possibile. Ma se il ritmo del bambino non è congeniale alle normali attività diurne, sia per eccessiva e precoce sonnolenza serale e conseguente risveglio mattutino troppo anticipato, sia per eccessiva irrequietezza serale e conseguente risveglio mattutino ritardato o difficoltoso, è bene porvi rimedio con un graduale condizionamento:

  • Se il bambino tende ad avere sonno troppo presto e a risvegliarsi all’alba è consigliato metterlo a letto 15 minuti più tardi ogni sera.
  • Paradossalmente il bambino che la sera non andrebbe mai a dormire, va messo a letto 30 minuti più tardi ogni notte ed essere svegliato alla stessa ora ogni mattina. Solo facendogli saltare una notte di sonno e mettendolo a letto, la sera successiva, all’ora stabilita, si ha la certezza che si addormenti subito. Da questo momento le probabilità di mantenere un ritmo più regolare sono buone, come mostrano i risultati sperimentati.