Alla base di questi disturbi vi è un incompleto risveglio dopo una prima fase di sonno.

Il bambino può gridare e mostrarsi particolarmente agitato (terrori notturni) oppure può alzarsi dal letto e compiere atti illogici non finalizzati, oppure può risvegliarsi solo parzialmente in preda a confusione e avere molta difficoltà a svegliarsi del tutto anche se sollecitato dal genitore. In tutti i casi, al suo risveglio, non ricorda nulla di quanto avvenuto poche ore prima. In alcuni casi questi disturbi compaiono solo quando il bambino ha febbre o ha la vescica piena o per alcuni giorni ha dormito meno del solito ed è particolarmente stanco.

 

Terrori notturni

Si tratta di risvegli parziali ad esordio improvviso con intensa agitazione ed espressione di terrore sul viso, sudorazione, pallore, tachicardia, tachipnea e dilatazione pupillare. Il bambino urla in modo inconsolabile, non riesce a svegliarsi e non riconosce i genitori. Insorgono di solito nella prima parte della notte, nelle prime due o tre ore dopo l’addormentamento, durano di solito pochi minuti, hanno una incidenza dell’1% della popolazione infantile e vi è elevata familiarità.

 

Risvegli confusionali

I risvegli notturni hanno caratteristiche simili ai terrori notturni ma durano più a lungo, anche più di mezz’ora, non portano ad una grande agitazione, colpiscono anche più del 10% della popolazione infantile e riconoscono anch’essi una elevata familiarità.

 

Sonnambulismo

Il sonnambulismo si manifesta con azioni finalistiche o meno del bambino che ne è in preda, come camminare, aprire il frigo e mangiare, uscire di casa, aprire un armadio o una finestra, ecc.

Compare nella prima parte della notte, dura poco tempo, di solito non procura agitazione e il bambino non ricorda nulla al risveglio. Si manifesta nei bambini più grandicelli e nei pre-adolescenti e ha anch’esso una elevata familiarità.

 

Che fare?

Se gli episodi sono sporadici e le azioni compiute non pericolose è bene tranquillizzarsi, adottare misure preventive di sicurezza per evitare incidenti (blocco delle finestre e della porta, rimuovere ostacoli nelle stanze ecc.), usare tutte le misure di igiene del sonno elencate nella nostra rubrica sul sonno, non svegliare il bambino; praticare, se già grandicello, tecniche di rilassamento prima di addormentarsi (training autogeno, yoga per bambini, massaggio infantile) e, nei casi impegnativi, praticare i “risvegli programmati” cioè svegliare il bambino 15 minuti prima dell’ora in cui si suppone debba verificarsi l’episodio dato che sia i terrori notturni che il sonnambulismo hanno regolarità di orari e sono molto prevedibili: compaiono di solito circa due ore dopo l’addormentamento.