di Angela Viggiani


 

I ritmi della società odierna rendono sempre più comuni i disturbi come l’insonnia.

Tale disturbo causa delle ripercussioni in ambito sociale, lavorativo/scolastico e comportamentale (Biondi et al., 2014). Il disturbo da insonnia è il più diffuso tra i disturbi del sonno ed è caratterizzato dall’alterazione del ritmo, della quantità e della qualità del sonno.

Circa un terzo degli adulti riferisce difficoltà a iniziare o mantenere il sonno, frequenti risvegli precoci al mattino, affaticamento e alterazioni dell’umore (APA, 2014). Individui con insonnia riferiscono una minore qualità della vita (Légeret al., 2001) e soddisfazione nello svolgimento delle attività quotidiane (Shekleton, et al., 2010).
Gli insonni spesso hanno deficit cognitivi, perlopiù difficoltà attentive, mnestiche e decisionali (Riedel & Lichstein, 2000). Inoltre, gli adulti che riferiscono un’inadeguata durata e/o una scarsa qualità del sonno sono a maggiore rischio di malattie e mortalità precoce (Hoevenaar-Blom et al., 2011).

Avere una buona qualità del sonno, dunque, svolge un ruolo chiave nel mantenimento della salute e benessere (Luyster et al., 2012).

 

Classificazione dell’insonnia

Per la sua complessità, l’insonnia è classificata in base a tre parametri: cause, periodo del sonno alterato e durata.

In base alle cause l’insonnia è classificata in:

  • Primaria o non organica: il paziente è sano e non ci sono cause organiche che giustifichino l’insonnia;
  • Secondaria: l’insonnia è dovuta ad altre cause ad esempio depressione, dolore cronico, reflusso gastroesofageo, ecc. o ad abitudini non salutari pre-esistenti (es. abuso di droghe o alcolici).

 

A seconda del periodo del sonno alterato in:

  • Iniziale: il paziente fatica ad addormentarsi e impiega almeno 20-30 minuti nel farlo;
  • Centrale: con frequenti risvegli durante la notte;
  • Terminale: con risveglio mattutino precoce, anticipato di almeno 30 minuti rispetto all’orario prestabilito e prima che il tempo complessivo di sonno abbia raggiunto le 6 ore e mezzo.

 

Infine, in base alla durata, possiamo distinguere l’insonnia in:

  • Occasionale: con episodi isolati, che durano alcuni giorni e sono associati a eventi particolarmente stressanti;
  • Transitoria: dura meno di tre settimane e si risolve spontaneamente o con l’aiuto farmacologico;
  • Cronica: si protrae per più di un mese.

 

Nuove opportunità di trattamento del disturbo da insonnia

Negli ultimi anni, i servizi di e-health (salute digitale) hanno rivoluzionato notevolmente l’assistenza sanitaria attraverso il supporto di strumenti informatici e fornendo una valida alternativa ai trattamenti tradizionali dell’insonnia come la Terapia Cognitivo Comportamentale (CBT) e la farmacoterapia (Cunningham et al., 2014).

La Terapia Cognitivo-Comportamentale dell’insonnia effettuata su Internet o ICBT-i (Internet-based cognitive–behavioural therapy for insomnia) (Murtagh & Greenwood, 1995) ha la stessa efficacia dei farmaci ipnoinducenti sia nelle prime 4-8 settimane (Smith et al., 2002), che nel lungo periodo (Perlis, 2012; van Straten et al., 2018).
Sebbene i farmaci siano accessibili ed efficaci nel breve termine, a lungo termine la ICBT-i ha maggiori benefici e meno effetti collaterali (Morin et al., 2009).
Ad oggi, la ICBT-i è considerata il trattamento d’elezione per questo disturbo dell’insonnia (Qaseem et al., 2016; Schutte-Rodin et al., 2008).
La fruibilità e la sua efficacia (Seyffert et al., 2016; Zachariae et al., 2016) sembrerebbero avvalorate non solo dai miglioramenti nella qualità percepita del sonno (Cheng & Dizon, 2012), ma anche dalla riduzione del numero di risvegli e dei tempi medi di addormentamento (Zachariae et al., 2016).

 

Classificazione degli interventi di Terapia Cognitivo-Comportamentale dell’insonnia effettuati su Internet

Luik, Kyle & Espie (2017) suggeriscono di dividere la CBT digitale per l’insonnia in tre categorie:

  1. La CBT digitale di supporto che rientra nel campo della Telemedicina (Bastien et al., 2004; Lichstein et al., 2013) ed è destinata a supportare la terapia convenzionale mediante l’interazione a distanza con un terapeuta o l’utilizzo di applicazioni che forniscono informazioni di base ed esercizi di rilassamento (Kuhn et al., 2016);
  2. La CBT digitale guidata che combina programmi educativi con il supporto clinico (Kaldo, 2015) in diverse modalità e sessioni impostate dal terapeuta e seguite dal feedback via e-mail o chat del clinico (Lance, van den Bout, van Straten & Spoormaker, 2012; de Bruin, Bogels, Oort, Meijer, 2015; Blom et al., 2015). Questi programmi sono efficaci nel migliorare il sonno perché riducono i tempi di addormentamento e i risvegli notturni (Zachariae et al.,2016; Seyffert et al.,2016; Ye et al., 2016);
  3. La CBT digitale totalmente automatizzata è costituita da programmi educativi adattati ai pazienti mediante l’uso di diari del sonno e questionari ed arricchiti di componenti interattivi come forum, video, terapeuti digitali, testimonianze di pazienti e di esperti. L’efficacia di questi interventi automatizzati (Ritterband et al., 2009; Espie et al., 2012) sembra simile a quella degli interventi digitali guidati (Zachariae et al., 2015; Seyffert et al., 2016; Ye et al., 2016).

 

Perché usufruire di questi interventi?

Le forme digitali di Terapia Cognitivo Comportamentale per l’Insonnia sembrano avere risultati efficaci (Ritterband et al., 2017; Christensen et al. 2016) e persistenti (fino a 48 settimane) (Zachariae et al., 2016) anche in persone con insonnia cronica e con specifici disturbi di salute mentale (Morgan, Kucharczyk & Gregory, 2011).

La ICBT-i migliora anche l’attenzione, la memoria (de Bruin et al., 2015) e le prestazioni lavorative (Bostock, Luik & Espie, 2016) negli insonni.

La ICBT-i affronta i pensieri e i comportamenti problematici che possono emergere in risposta all’insonnia e, apportando cambiamenti nelle credenze disfunzionali e nei comportamenti sonno-relati, consente di migliorare la salute, il benessere psicologico e la qualità della vita. In particolare, la ICBT-i consente di:

  1. Modificare le cattive abitudini legate al sonno;
  2. Regolare i ritmi sonno-veglia;
  3. Ridurre l’iperattivazione fisiologica, cognitiva ed emotiva;
  4. Sviluppare abilità di fronteggiamento (coping);
  5. Ristrutturare le aspettative e le credenze disfunzionali riguardo al disturbo da insonnia;
  6. Prevenire il ripresentarsi degli episodi di insonnia.

 

Contatti

 

Teleriabilitazione

Presso Istituto Santa Chiara è attivo il servizio di teleriabilitazione dedicato sia ai pazienti in età evolutiva che a quelli adulti.
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Bibliografia:

American Psychiatric Association. (2014). Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali (DSM-5). Milano: Raffaello Cortina.

Bastien, C. H., Morin, C. M., Ouellet, M. C., Blais, F. C., & Bouchard, S. (2004). Cognitive-behavioral therapy for insomnia: comparison of individual therapy, group therapy, and telephone consultations. Journal of consulting and clinical psychology, 72(4), 653.

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Bostock, S., Luik, A. I., & Espie, C. A. (2016). Sleep and productivity benefits of digital cognitive behavioral therapy for insomnia: a randomized controlled trial conducted in the workplace environment. Journal of occupational and environmental medicine, 58(7), 683-689.

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