di Alessandra Stigliano


Che cos’è la Mindfulness?

La mindfulness è una disciplina che affonda le sue radici nelle dottrine orientali e significa “porre attenzione in un modo particolare: intenzionalmente, nel momento presente e in modo non giudicante” (Kabat-Zinn, 1994, p.63).

Jon Kabat-Zinn, biologo molecolare presso il Massachussetts Institute of Technology, appassionato della filosofia buddista, ha avuto il merito di trasferire i principi delle filosofie orientali alla medicina comportamentale. Così negli anni 70, strutturò il primo gruppo di meditazione mindfulness, dando vita ai programmi di “Mindfulness-Based Stress Reduction” (MBRS) celebri in tutto il mondo.

Praticare la mindfulness significa imparare a dirigere volontariamente la propria attenzione su quello che accade nella propria mente, nel proprio corpo e intorno a sé, momento per momento.
Significa ascoltare attentamente la propria esperienza e osservarla per quello che è, senza valutarla o giudicarla, ma restando semplicemente in ascolto di quello che c’è nel momento in cui si verifica (Montano, Villani, 2016).

L’importanza della mindfulness -e la sua efficacia- sono state dimostrate da numerosi studi che hanno coinvolto persone che soffrono sia di patologie organiche che psicologiche. In particolare, l’utilizzo dei protocolli MBSR è risultato essere efficace per il trattamento di (De Vibe et al, 2012):

  • disturbi gastro-intestinali;
  • asma;
  • mal di testa;
  • cancro, disturbi cardiovascolari;
  • dolore o malattia cronica;
  • pressione alta;
  • disturbi alimentari;
  • disturbo post traumatico da stress;
  • disturbi della pelle;
  • fatica cronica;
  • disturbi del sonno;
  • stress lavorativo e familiare.

Inoltre, è stato dimostrato che praticare la mindfulness migliora le funzionalità di alcune competenze cognitive, quali l’attenzione sostenuta (ovvero la capacità dell’individuo di mantenere l’attenzione su un compito per un tempo prolungato), la memoria visuospaziale (trattiene ed elabora informazioni utili all’orientamento del soggetto nello spazio), la memoria di lavoro (un magazzino destinato ad acquisire e manipolare in maniera attiva varie tipologie di informazioni e dati) e la concentrazione (Chambers et al., 2008; Jha et al., 2007; Zeidan et al., 2010).
Tali risultati sono stati supportati anche da studi di neuroimaging che hanno rilevato una maggiore attivazione del lobo prefrontale, area coinvolta nei processi attentivi (Tomasino, Fregona, Skrap, Fabbro, 2012).

Mindfulness ed età infantile

L’addestramento dei bambini alla pratica di mindfulness potrebbe fornire loro gli strumenti utili a gestire le semplici difficoltà del quotidiano, gli imprevisti e le piccole frustrazioni con maggiore serenità.
Ciò darebbe anche la possibilità alle famiglie di beneficiare di un clima rilassato e semplice, fondato sull’ascolto generoso e alla risoluzione del bisogno (Montano, Villani, 2018).

Alcuni recenti studi individuano nella minfulness una pratica utilizzabile in numerosi disturbi psicopatologici dell’età evolutiva (disturbi d’ansia, dell’attenzione, della condotta, del tono dell’umore, del comportamento alimentare; Fabbro, Muratori, 2012).

Nello specifico, la letteratura riporta che la mindfulness appare efficace in età evolutiva per:

  • aumentare il benessere, la calma, la qualità del sonno, la cura e la consapevolezza di sé, il senso di connessione con la natura (Broderick &Metz, 2009; Huppert & Johnson, 2010; Wall, 2005);
  • incrementare l’ottimismo, le emozioni positive e la competenza emotiva e sociale e diminuire l’aggressività e il comportamento oppositivo (Schonert-Reichl & Lawlor, 2010);
  • alleviare sintomi di depressione e ansia (Joyce et al., 2010; Lau & Hue, 201; Liher & Diaz, 2010) anche nei bambini con ADHD (Napoli, Krech, & Holley, 2005);
  • aumentare l’attenzione sostenuta, la felicità e la consapevolezza (Bogels et al., 2008);

Il “fiore dentro”: programma di minfulness nell’età evolutiva

“Fiore Dentro” rappresenta il primo e unico programma di mindfulness adattato all’età evolutiva, creato e pubblicato in Italia dalle dottoresse Antonella Montano e Silvia Villani.

Il protocollo è rivolto ai bambini dai 6 ai 12 anni e si ispira a quelli di Mindfulness-Based Stress Reduction” (MBRS) realizzati da Jonh Kabat-Zinn.

Si articola in 8 incontri settimanali della durata variabile tra i 45 e i 60 minuti, più un incontro preliminare di orientamento con i genitori.

Ogni incontro ha una struttura ben definita, caratterizzata da una parte di pratica formale, con momenti di meditazione, consapevolezza e una parte psicoeducativa in cui si condividono esperienze, discussioni di gruppo, favole e racconti.

Lo scopo di tale protocollo è quello di insegnare i principi della mindfulness ai bambini, sia in un’ottica preventiva rispetto agli effetti negativi che lo stress ha su di loro, sia per il trattamento sintomatologico dei disturbi psicologici più comuni in età infantile.

Il programma Fiore Dentro e i training di mindfulness rappresentano un’importante risorsa sia per chi li pratica (adulti e bambini), sia per i professionisti che li utilizzano in ambito clinico, per alleviare i sintomi da stress di patologie organiche e psicologiche.

Insegnare ai bambini la mindfulness significa aiutarli a costruire la loro vita da futuri adulti in maniera più consapevole, più serena, gioiosa, utilizzando una prospettiva aperta, priva di pregiudizi e critiche.

Bibliografia

A. Montano, S. Villani (2018) Programma mindfulness “Il Fiore Dentro”. Erikson

Chan, S. K. C., Zhang, D., Bögels, S. M., Chan, C. S., Lai, K. Y. C., Lo, H. H. M., … & Wong, S. Y. S. (2018). Effects of a mindfulness-based intervention (MYmind) for children with ADHD and their parents: protocol for a randomised controlled trial. BMJ open, 8(11), e022514.

Fabbro F, Muratori F., (2012) La mindfulness un nuovo approccio psicoterapeutico in età evolutiva. Giornale Italiano di Neuropsichiatria dell’Età Evolutiva, 32, 248-59.

Perilli, E., Perazzini, M., Di Giacomo, D., Marrelli, A., & Ciuffini, R. (2020). Attitudine “mindful”, emozioni e perdono di sé in adolescenza: una ricerca correlazionale. Rivista di Psichiatria, 55(5), 308-318.

Toro, M. B. (2016). Mindfulness per l’età evolutiva. Modelli della Mente-Open Access, (1). Van de Weijer-Bergsma, E., Formsma, A. R., de Bruin, E. I., & Bögels, S. M. (2012). The effectiveness of mindfulness training on behavioral problems and attentional functioning in adolescents with ADHD. Journal of child and family studies, 21(5), 775-787.