di Chiara Carriero


 

 

Negli ultimi anni, se da un lato abbiamo assistito allo sviluppo crescente della telecomunicazione (comunicazione a distanza), dall’altro ci sono stati rilevanti progressi negli studi medici e tecnologici, dalla cui combinazione nasce la Telemedicina (Ackerman MJ, et al. 2010).

Il termine “Telemedicina” è stato introdotto negli anni ‘70 dallo statunitense Thomas Bird per indicare “la pratica della medicina senza l’usuale confronto fisico tra medico e paziente, utilizzando un sistema di comunicazione interattivo multimediale” (Bird, 1975).

L’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) adotta nel 1997 la seguente definizione: “la telemedicina è l’erogazione di servizi sanitari, quando la distanza è un fattore critico, per cui è necessario usare, da parte degli operatori, le tecnologie dell’informazione e delle telecomunicazioni al fine di scambiare informazioni utili alla diagnosi, al trattamento e alla prevenzione delle malattie, per garantire un’informazione continua agli erogatori di prestazioni sanitarie e supportare la ricerca e la valutazione della cura”.

In questo scenario, inoltre, nasce un nuovo modo di fornire servizi di riabilitazione a distanza, attraverso l’uso delle telecomunicazioni: la Teleriabilitazione (TR), un sottocampo della telemedicina (Zampolini M, et al. 2008). Per teleriabilitazione si intende la possibilità di consentire al paziente di ricevere, da casa, terapie, indicazioni e ausilio sulla fase di riabilitazione.

La TR sostituisce il tradizionale approccio faccia a faccia paziente-riabilitatore, e copre situazioni in cui è complicato per i pazienti raggiungere le infrastrutture di riabilitazione (Carey JR, et al. 2007). Numerosi studi hanno dimostrato l’efficacia di questo trattamento, sia in termini di miglioramento del disturbo, che in termini di compliance da parte del paziente e della famiglia (Peretti A., et al 2017).

La prima pubblicazione scientifica è datata al 1998 e, negli ultimi anni, in particolare dal 2007, il numero di articoli sull’argomento è aumentato (Peretti A., et al 2017).

La teleriabilitazione si applica principalmente alla fisioterapia (Mani S., et al. 2017), ma vi è un crescente corpo di evidenze che supportano l’efficacia anche per trattamenti neurologici, logopedici, cardiologici, occupazionali e psicologici, sia per popolazioni anziane (Burton, 2018), che per popolazioni pediatriche (Simone , 2018).

Tra le varie condizioni neurologiche su cui la TR risulta applicabile si ricordano: i tumori cerebrali (Van der Linden et al., 2018), la malattia di Alzheimer (Jelcic, 2014), sclerosi multipla (Zampolini M, et al., 2008), afasia primaria progressiva (Meyer, 2016), malattia di Parkinson (Dias, 2016), ictus (Jagos H, et al., 2015), disturbo da deficit di attenzione/iperattività e sclerosi multipla a esordio infantile (Borghese, N. A., et al., 2018).

La tecnologia utilizzata per gli interventi di TR Home-base si basa su: 1) videoconferenze; 2) sensori per il monitoraggio e la valutazione dei clienti; 3) ambienti virtuali, software creati per l’erogazione degli esercizi o realtà virtuale (Lange, B., et al., 2009).

Per svolgere un programma Tele-riabilitativo serve: un computer, una webcam, sensori indossabili, rete web stabile, abilità nell’utilizzo di pc, necessità di monitorizzare i risultati delle sedute, piattaforme e software create per l’erogazione degli esercizi, registrazione e analisi dei risultati. La TR ha mostrato risultati promettenti nel migliorare la salute e la qualità di vita dei pazienti e dei loro caregivers.

È stata pensata per l’abbattimento dei costi del Servizio Sanitario Nazionale, incoraggiando la continuità delle cure e la riduzione del tempo di permanenza negli ospedali (Caltagirone, 2008).

Altre forme di assistenza

Le nuove tecnologie applicate al campo sanitario permettono di svolgere non solo la teleriabilitazione ma anche altre forme di telemedicina.

La Teleassistenza, ad esempio, è una forma di trattamento medico rivolta a persone che necessitano di un’assistenza e un monitoraggio continuo,  con una modalità di supporto operata in remoto da diversi specialisti.

La teleassistenza si distingue dalla Tele-terapia, o consulenza on-line, che, invece, fornisce consulenza, ad esempio psicologica, tramite Internet.

Per tale monitoraggio, invece, si intende la possibilità di trasmettere a distanza parametri di interesse per la valutazione clinica di pazienti (Meystre S., 2005) e per monitorare una patologia o controllare parametri vitali (Muscillo, R., 2010).

Queste forme di telemedicina, sicuramente rivoluzionano i modi d’esercizio della medicina, creano i presupposti di una nuova visione di modelli assistenziali e sono, tutti, destinati ad espandersi nei prossimi anni, essendo una valida soluzione alternativa all’ospedalizzazione (Zagra et al., 2011).

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