Intervista alla dott.ssa Rosanna De Vita, foniatra di Istituto Santa Chiara sede di Roma, sulla gestione della voce artistica


Qual è il modo migliore per valutare la voce artistica?

La voce artistica, cantata o/e recitata deve essere guardata da una doppia prospettiva, scientifica e artistica: esse sono inevitabilmente legate.

Qual è il miglior approccio per la valutazione della voce artistica?

L’approccio per conoscere la voce del cantante e dell’attore dovrebbe sempre includere i due aspetti, scientifico e artistico, come abbiamo detto prima.
Spesso, però, purtroppo, non è così.
La voce del cantante e dell’attore rappresenta un sottogruppo speciale nel campo della voce.
Vi sono, poi, delle differenze tra la fisiologia del canto e la voce parlata e, spesso, i pazienti cantanti sono considerati una sfida per il foniatra.

Quali sono le caratteristiche fondamentali che deve avere un Foniatra per valutare la voce artistica?

Innanzitutto, è necessaria empatia, fondamentale nel rapporto medico-paziente, che, come in molti altri casi, fa parte degli effetti terapeutici.
Per realizzare ciò, il medico deve conoscere il modo in cui si esprimono i cantanti e gli attori.
Un’importante considerazione è che, a tutt’oggi, vi sono degli insegnanti di canto e cantanti che preferiscono non sapere nulla su come funziona la voce e otorinolaringoiatri, logopedisti che sono completamente all’oscuro circa l’aspetto artistico, inevitabilmente legato alla voce del cantante.
Un buon Foniatra deve conoscere entrambi gli aspetti legati alla voce artistica.

Chi può diventare un cantante? Cosa è necessario per riuscirci?

Non tutti possiamo diventare grandi cantanti, ma tutti noi abbiamo lo stesso strumento e la voce umana può essere addestrata per produrre un suono acusticamente efficiente.
Molti cantanti professionisti hanno vissuto un importante cambiamento nella qualità, volume e tono della voce grazie alla tecnica.
È stato anche dimostrato che i cantanti addestrati sono in grado di attivare aree diverse del cervello, che risultano avere una più efficiente risposta allo stimolo musicale rispetto a quelle dei non-cantanti.

Una buona tecnica vocale è, quindi, uno strumento che permette di raggiungere una grande abilità?

Sì e dunque, di conseguenza, la conoscenza della tecnica del canto è importante per il Foniatra perché incide sempre, in misura maggiore o minore, in qualsiasi problema vocale che colpisce un cantante.
D’altra parte i cantanti spesso imparano a cantare in un modo pratico, senza sapere che cosa accada a livello fisiologico.

Dunque è importante per il cantante e l’attore conoscere l’anatomia e la fisiologia della laringe?

Molti cantanti dimostrano una misconoscenza dell’apparato vocale durante l’esecuzione di una fibrolaringoscopia e, nonostante magari cantino da molti anni, dichiarano di non essersi mai sottoposti a tale esame prima di allora.
Il cantante impara attraverso la tecnica a cambiare volontariamente la forma e la posizione dei componenti mobili del tratto vocale (laringe, palato molle, lingua).
Lo scopo di questi cambiamenti è:

  • in primo luogo, ottenere il massimo potenziale vocale con minimo sforzo muscolare
  • amplificare il suono emesso aumentando la risonanza. 

Come si svolge una visita foniatrica per un cantante o un attore?

Quando ci si approccia all’esame del cantante e/o dell’attore è essenziale, come prima cosa, una approfondita anamnesi, quindi ricostruire al meglio la storia clinica e artistica.
Importante considerare che l’individuo, di solito, tende a consultare il medico quando si presenta un problema specifico relativo alla voce.
Nell’anamnesi è bene utilizzare una scala di valutazione per i sintomi soggettivi come un questionario sulla qualità della vita relativa alla voce, nonché un indice di incapacità vocale adattato ai cantanti.
Il Foniatra indagherà, in seguito, su malattie o interventi chirurgici precedenti, uso di farmaci, alcuni dei quali possono avere una influenza sulla voce.
Il passo successivo nella valutazione è quello di ascoltare la voce, parlata e cantata.
Una fibrolaringostroboscopia, poi, è fondamentale nella valutazione della patologia della voce.
La visita continuerà, poi, con un esame generale del paziente.

Il Foniatra deve prendere in considerazione degli aspetti particolari dell’artista?

Un aspetto importante che il Foniatra deve prendere in considerazione è l’elevato livello di ansia che questi pazienti a volte hanno quando si rivolgono a un medico.
Sono consapevoli che i loro problemi sono in una certa misura diversi rispetto al resto dei pazienti e spesso hanno paura a priori di non essere compresi dal medico.

In alcuni casi il cantante o l’attore non si rivolgono al foniatra per un problema di voce, ma per una sensazione propriocettiva diversa che non riconoscono.

Si deve considerare che i cantanti ogni giorno, per anni e anni, cantano con due riferimenti: uditivo e propriocettivo.
Il riferimento uditivo o auto-ascolto è la capacità di educare l’orecchio a riconoscere quando il suono è corretto o meno; quello propriocettivo viene continuamente utilizzato nell’insegnamento del canto, per istruire il cantante sulle sensazioni giuste che devono accompagnare la giusta emissione.
È quindi normale che i cantanti, essendo abituati a essere seguiti con tanta cura, siano molto precisi nel descrivere i sintomi.

Io da Foniatra sono consapevole che devo impegnarmi il più possibile per comprendere le problematiche del cantante e dell’attore e, con la mia competenza e la mia empatia, devo valutare tutti gli aspetti del paziente che ho di fronte: un artista.

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