L’ansia sociale di bambini e adolescenti è una condizione caratterizzata da un’intensa e persistente paura di affrontare situazioni in cui si è esposti al giudizio altrui. Il timore deriva dalla paura di agire in modo inopportuno, di sentirsi incapaci o ridicoli.

Questi stati di disagio in età infantile o adolescenziale, a volte, sono trasmessi ai figli dai genitori.

Per un bambino o un adolescente vedere il proprio genitore in preda ai disagi legati all’ansia, può essere deleterio. I figli hanno la propensione naturale a guardare ai genitori per prendere esempio e spunto nelle situazioni che si trovano ad affrontare.
Se un genitore manifesta continuamente ansia e paura nelle situazioni comuni di vita, il bambino avrà una visione del mondo instabile e incerta. Si è osservato che i figli di genitori ansiosi hanno maggiori probabilità di sviluppare disagi d’ansia.

È doloroso, per un genitore, pensare di essere il veicolo di trasmissione dello stress al proprio figlio, ma non bisogna lasciarsi sopraffare dal senso di colpa.

Di certo non è facile, per chi soffre d’ansia, nascondere il disagio che prova in determinate situazioni, ma ci sono alcune tecniche che sarebbe importante applicare per cercare di arginare l’ansia.

Quando ti senti sopraffatto dall’ansia, prova a prendere una pausa!

 

Cosa fare?

  • Affidarsi a un professionista può aiutare genitori e figli a lavorare per gestire e tollerare lo stress
  • Il genitore acquisisce le tecniche terapeutiche per imparare a gestire lo stress e le trasmette al figlio per aiutarlo ad affrontare le situazioni di incertezza. Gran parte del trattamento dei bambini e ragazzi affetti d’ansia, infatti, parte dall’insegnare ai genitori la tolleranza verso lo stress. È un processo simultaneo
  • Seppur difficile, i genitori, anche di fronte a situazioni che procurano ansia, devono cercare di mantenersi neutrali e calmi, bisogna tenere sotto controllo le espressioni facciali, devono essere consci delle parole usate perché i bambini, come spugna, assorbono e leggono le situazioni, i comportamenti e le persone
  • Se una situazione d’ansia è sfuggita al controllo del genitore, bisogna spiegare ai figli perché si è reagito in quel modo. Parlare di ansia dà ai bambini e ai ragazzi il “permesso” di provarla. Se un genitore sente di dover proteggere il figlio dalla propria tristezza, dalla propria rabbia o dall’ansia, sembrerà che non sia concesso provare questi sentimenti, esprimerli e gestirli. Proteggendoli si dà loro l’indicazione che non c’è modo di gestire le emozioni negative
  • Il genitore può prepararsi, in anticipo, con strategie per gestire le situazioni che scatenano lo stress. Si possono coinvolgere anche i propri figli nel piano, senza scaricargli però la responsabilità di gestire l’ansia genitoriale

I disagi legati all’ansia sono molti e differenti, ma bisogna abbattere la convinzione che essa non si possa superare.
Farsi aiutare, per aiutare, è il primo passo di un percorso che potrebbe essere lungo ma che alla fine può restituire una vita serena e priva di inutili stress.

 

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Istituto Santa Chiara è impegnato, sia nella sede di Roma che in quella di Lecce, nella cura dei disagi legati all’ansia.
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