I ragazzi dagli 11 ai 18 anni, quelli che attraversano la fase dell’adolescenza, sono spesso di cattivo umore e può essere difficile riconoscere la depressione e le loro richieste di aiuto. La cosa che si nota inizialmente è un bisogno di solitudine: gli adolescenti smettono di fare ciò che solitamente faceva loro del bene e scelgono di stare da soli e per lo più in casa. Potrebbero esserci altri campanelli d’allarme: il comportamento, l’appetito, il livello di energia, il sonno e il rendimento scolastico. Se molti di questi sintomi sono presenti ci troviamo di fronte alla possibilità di una depressione adolescenziale.

L’osservazione di questi atteggiamenti è fondamentale perché quando l’anedonia (incapacità di un paziente di provare piacere, anche in circostanze e attività normalmente piacevoli come dormire, nutrirsi, le esperienze sessuali e il contatto sociale) è visibile anche agli altri, l’adolescente è già depresso da un bel po’ di tempo.
La depressione è un disturbo interiorizzante, cioè disturba la vita emotiva dell’adolescente, e non esteriorizzante, che si manifesta con comportamenti rivolti all’esterno (aggressività, rabbia, irrequietezza). Per questo motivo ci vuole un po’ di tempo sia perché gli altri lo riconoscano, sia per gli stessi pazienti che non si rendono conto che il loro pensiero e le loro risposte emotive sono disturbanti.

Esistono due tipi di depressione:

  • Disturbo depressivo maggiore – la forma più familiare di depressione – i sintomi si verificano durante episodi gravi che tendono a durare da sette a nove mesi.
  • Disturbo depressivo persistente (distimia) in cui i sintomi sono più lievi ma durano più a lungo, persino anni. Mentre l’esperienza della distimia può essere meno debilitante per l’adolescente in un dato momento, il rischio è che ci sia più danno accumulato proporzionato al tempo in cui il ragazzo è tenuto fuori dal sano processo di sviluppo.

 

Perché l’intervento precoce è fondamentale

Quando un adolescente è depresso, oltre al disturbo stesso, ci sono effetti collaterali che possono causare problemi per tutta la vita. I sintomi della depressione includono:

  • bassa energia
  • scarsa concentrazione

due fattori che possono avere un impatto significativo sul funzionamento sociale e accademico.

Gli effetti del cattivo rendimento accademico e del restare indietro a scuola minano la fiducia e l’immagine di sé di un ragazzo e può influire sul suo futuro, se il periodo è prolungato.
L’apprendimento sociale è fondamentale quanto l’apprendimento accademico nell’adolescenza. I deficit nelle abilità sociali non solo mettono adolescenti depressi dietro ai loro coetanei, ma di per sé possono aggravare la loro depressione.

 

Depressione e ansia

È possibile che la depressione porti all’ansia: lo stato mentale negativo di un adolescente depresso si presta all’incertezza. Quando l’autostima cala e stare bene con sé stessi è una chimera, l’ansia trova terreno fertile.

Due problemi gravi che sono direttamente associati alla depressione e all’ansia adolescenziale sono il pensiero (o il comportamento) suicidario e l’abuso di sostanze.

Il suicidio è la terza causa di morte tra adolescenti e giovani di età compresa tra 15 e 24 anni e i dati ci dicono che la maggior parte dei ragazzi che si suicidano ha sofferto di una malattia psichiatrica. Particolarmente a rischio sono gli adolescenti che nascondono la loro depressione e ansia da genitori e amici. Ecco perché è importante essere attenti ai segni di questi disturbi: ritiro, cambiamenti nelle prestazioni scolastiche, abitudini alimentari, sonno, attività che ama(va)no fare; anche quando gli adolescenti non sono coscienti di come si sentono.

È vero anche il contrario: la maggior parte degli adolescenti che sviluppa problemi di abuso di sostanze ha anche un disturbo psichiatrico (ansia o depressione), e questa è un’altra ragione importante per chiedere un trattamento specialistico in modo tempestivo.

 

Trattamenti per la depressione

Fortunatamente, un intervento psicoterapico precoce abbrevia il periodo di malattia e diminuisce la probabilità di perdere importanti “pezzi” di vita.

Il trattamento più comune per affrontare la depressione adolescenziale è la terapia comportamentale cognitiva che a volte coinvolge anche i genitori.

La terapia comportamentale cognitiva si basa sull’idea che una persona che soffre di un disturbo dell’umore è intrappolata in uno schema di pensiero negativo. I ragazzi depressi tendono a valutare sé stessi negativamente, interpretano le azioni degli altri in modo negativo e riescono a notare solo il lato negativo degli eventi.
Presso Istituto Santa Chiara insegniamo agli adolescenti a sfidare quei pensieri negativi, a riconoscere il modello e ad allenarsi a pensare al di fuori di esso.