di Francesco Merico


La fascite plantare è una delle cause più comuni di dolore al tallone.
Implica l’infiammazione di una spessa fascia di tessuto connettivo che attraversa la parte inferiore del piede e collega l’osso del tallone (calcagno) alle dita dei piedi (fascia plantare).

Sintomi

La fascite plantare causa comunemente dolore lancinante che di solito si verifica con i primi passi al mattino. Dopo che ci si alza, con il movimento, il dolore normalmente diminuisce, ma potrebbe ripresentarsi dopo lunghi periodi in piedi o quando ci si alza dopo essere stati seduti.

Il dolore da fascite plantare si sviluppa gradualmente nel tempo. Il dolore può essere sordo o acuto. Alcune persone avvertono un bruciore o un dolore alla base del piede che si estende verso l’esterno dal tallone.

Cause

La fascite plantare è un disturbo del sito di inserzione del legamento sull’osso caratterizzato da micro lacerazioni, rottura del collagene e cicatrici.

Uomini e donne attivi di età compresa tra 40 e 70 anni sono a più alto rischio.
È anche leggermente più comune nelle donne rispetto agli uomini.
Le donne in gravidanza spesso sperimentano attacchi di fascite plantare, in particolare durante la fine della gestazione.

I pazienti in sovrappeso o obesi hanno una maggiore probabilità di sviluppare la fascite plantare.
Ciò è dovuto alla maggiore pressione sui legamenti della fascia plantare, soprattutto se si ha un improvviso aumento ponderale.

Anche i corridori di lunga distanza possono avere maggiori probabilità di sviluppare problemi alla fascia plantare.
I lavoratori attivi che svolgono un lavoro che spesso li porta a essere in piedi, come chi lavora in fabbrica o fa il cameriere, sono a rischio di fascite plantare.

Anche chi ha problemi strutturali, come piedi cavi piedi o piatti, potrebbe sviluppare la fascite plantare.
Alle volte anche semplicemente indossare scarpe con suole morbide e scarso sostegno dell’arco plantare può provocare questa patologia.

Non è chiaro se gli speroni calcaneari abbiano un ruolo nel causare la fascite anche se sono comunemente presenti nelle persone che presentano questa condizione.

Diagnosi

La fascite plantare viene diagnosticata in seguito all’anamnesi e all’esame obiettivo. Durante la visita, il medico controllerà le aree di sofferenza del piede. La posizione del dolore può aiutare a determinarne la causa.

Il medico potrebbe suggerire una radiografia, un’ecografia o una risonanza magnetica (MRI) per assicurarsi che un altro problema, come una frattura da stress, non sia la causa del dolore.

A volte una radiografia mostra una protuberanza ossea (sperone) che sporge dal calcagno. In passato, questi speroni ossei erano spesso accusati di essere la causa del dolore al tallone e venivano rimossi chirurgicamente.
Tuttavia molte persone che presentano speroni calcaneari non hanno dolore.

Trattamento

Riposo

In primo luogo è necessario sospendere le attività sportive che sollecitano direttamente la zona ed evitare di camminare o rimanere in piedi troppo a lungo, specie su superfici rigide.

Terapia medica e farmacologica

Il riposo associato all’assunzione di farmaci antinfiammatori non steroidei (FANS) sono spesso i primi modi per trattare la fascite plantare.

Il medico può eventualmente optare anche per l’iniezione di corticosteroidi nella zona da trattare.
Non sono raccomandate tuttavia somministrazioni di cortisone troppo frequenti in quanto potrebbero indebolire la fascia plantare e atrofizzare il cuscinetto adiposo che protegge il tallone.

Fisioterapia e terapie fisiche

Il fisioterapista può insegnare al paziente una serie di esercizi per allungare la fascia plantare e il tendine di Achille e per rafforzare i muscoli della parte inferiore della gamba.

  • Taping elastico (applicazione di fasce elastiche adesive)
  • Bendaggi di sostegno dell’arcata plantare
  • Trattamento dei trigger points
  • Massaggio a freddo e con ghiaccio

Sono rimedi che possono risultare efficaci nell’accelerare la guarigione insieme a:

Tutore notturno

Il medico o il fisioterapista potrebbero consigliare di indossare un tutore che allunghi il polpaccio e l’arco del piede mentre si dorme.
Ciò permette di mantenere la fascia plantare e il tendine di Achille in una posizione allungata durante la notte per promuovere lo stretching.
Anche l’utilizzo di un plantare confezionato su misura può rappresentare una valida scelta terapeutica laddove siano presenti alterazioni nella biomeccanica del piede.

Trattamento chirurgico

Nel caso in cui nessun trattamento conservativo si dimostrasse efficace il medico potrà decidere di ricorrere all’intervento di distensione chirurgica.
Al fine di allentare la tensione della fascia plantare, il chirurgo ne distacca parzialmente l’inserzione dall’osso del tallone.
Ciò riduce la tensione, ma indebolisce l’arco del piede e la piena funzionalità può essere compromessa.

La chirurgia può provocare dolore cronico e danni ai nervi, quindi dovrebbe essere presa in considerazione solo dopo aver provato altre opzioni di trattamento.

Contatti

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