Che cos’è la fibromialgia

La fibromialgia è una patologia contraddistinta da un insieme di dolori diffusi ai muscoli e ai legamenti, associati a rigidità e affaticamento.

È caratterizzata dalla presenza di punti dolorosi – tender point che non sono più un importante criterio diagnostico ma la cui validità resta tale per esplorare l’alterazione della soglia del dolore.

Si distingue per intensa stanchezza, già presente al risveglio mattutino, che si associa ad altri sintomi e avvolge maggiormente le donne, senza esclusione di età.

La fisioterapia si è rivelata negli ultimi anni un’ottima soluzione per i dolori fibromialgici.

Le cause della fibromialgia

Le cause precise della comparsa della malattia ancora non si conoscono. Tuttavia si ritiene che la fibromialgia sia in qualche modo collegata a molteplici fattori quali: 

  • ormonali 
  • psicologici
  • infettivi
  • genetici
  • traumi fisici

In particolare a essere preso in considerazione è il modo in cui il cervello gestisce il dolore.
Si ritiene, infatti, che chi soffre di fibromialgia potrebbe avere una soglia del dolore più bassa causata da un’elevata sensibilità cerebrale agli stimoli dolorosi. 

I sintomi

Il sintomo caratteristico della fibromialgia è il dolore muscoloscheletrico cronico e diffuso.
Può essere associata anche a:

  • astenia
  • problemi cognitivi
  • disturbi del sonno
  • ansia e/o depressione
  • cefalea ed emicrania

È difficile dare una descrizione precisa del dolore nella fibromialgia: può manifestarsi con rigidità, bruciore, tensione, contrattura.
La cosa certa è che in particolari momenti della giornata, come durante l’attività lavorativa o fisica, o in particolari momenti di stress, i sintomi si aggravano, condizionando gravemente e negativamente la qualità della vita del paziente.

Si può prevenire la fibromialgia?

La fibromialgia è una patologia che non si può prevenire.

Diagnosi

La sindrome fibromialgica non si può accertare mediante esami di laboratorio, infatti la diagnosi dipende principalmente dai sintomi del paziente.
Essa rientra, ad ogni modo, in una forma di reumatismo extra-articolare o dei tessuti molli. 

Per ottenere una diagnosi certa bisognerà prima escludere la presenza di altre malattie. 

La presa in carico del paziente affetto da Sindrome Fibromialgica necessita di approccio integrato dal medico di medicina generale e dagli specialisti coinvolti, così come di operatori sanitari di supporto nel percorso.
Gli interventi necessari nel percorso di cura sono di tipo multidisciplinare e coinvolgono diversi ambiti, da quello psicofisico a quello sociale.

Allo specialista spetta il ruolo di definizione della diagnosi, del programma terapeutico e della valutazione della sua efficacia nel tempo.

I trattamenti

La terapia della fibromialgia non è standard per tutti i pazienti; i molteplici trattamenti, quali l’assunzione di farmaci, il cambiamento dello stile di vita e l’approccio fisioterapico, mirano principalmente alla riduzione del dolore e al miglioramento della qualità della vita.

Il trattamento che riscuote maggiore efficacia è quello della terapia riabilitativa e fisioterapica che è in grado di migliorare i sintomi.

Gli obiettivi della terapia riabilitativa e fisioterapica

L’obiettivo principale della terapia è quello di migliorare la qualità della vita del paziente attraverso l’esercizio fisico, contrastando il dolore.

Il movimento è fondamentale infatti per spezzare il circolo vizioso del dolore che porta il paziente all’immobilità e di conseguenza a un peggioramento della forma fisica e della sintomatologia in generale. 

Il fisioterapista mira, quindi, a un lavoro muscolare di allungamento grazie alla terapia manuale, utile inoltre a ristabilire l’equilibrio posturale.

 

Terapia non farmacologica – le fasi della riabilitazione

La metodologia utilizzata da un fisioterapista specializzato nel trattamento della fibromialgia deve essere individualizzata e modulata in base alle evidenze e alle esigenze del paziente.

La prima fase del percorso riabilitativo si focalizza sui recettori sensitivi e poi sui recettori muscolari e articolari.
Questo aspetto del percorso permette al paziente di ristabilire un profilo neuromotorio fisiologico e di riacquistare, dunque, il controllo del movimento.

Una seconda fase del percorso prevede poi:

  • la rieducazione motoria e funzionale,
  • la rieducazione posturale,
  • le terapie manuali,
  • le terapie fisiche.

Supporto psichiatrico e psicologico nei pazienti con fibromialgia

Sono frequenti, nei pazienti con fibromialgia, comorbilità con disturbi psichiatrici che potrebbero interferire con la patologia.
Il medico di medicina generale o lo specialista di riferimento nel percorso di riabilitazione possono richiedere una valutazione psichiatrica se individuano la presenza di disturbi psichiatrici che interferiscono con i sintomi legati alla fibromialgia, come la presenza di pensieri pressanti o di livelli di ansia eccessivamente elevati legati ai sintomi percepiti.

Lo psichiatra individua e prescrive la terapia farmacologica più idonea nel trattamento della componente psichiatrica nonché di quella somatica.
Congiuntamente, è utile affiancare all’intervento dello psichiatra, quello dello psicologo. Le recenti linee guida raccomandano la terapia cognitivo-comportamentale (CBT) in quanto utile al paziente per identificare e lavorare sui pensieri che possono produrre comportamenti disfunzionali rispetto al dolore [qui un approfondimento sull’argomento].

La fibromialgia è una patologia complessa, nel cui trattamento occorre considerare molteplici aspetti, come quelli legati alla sfera psicologica e ambientale.
La presa in carico deve essere dunque globale, con una metodica manuale supportata da una valutazione più ampia che include analisi, interpretazione e trattamento delle disfunzioni neuro-muscolo-scheletriche dei meccanismi neurofisiologici.

Dove effettuare la fisioterapia per i dolori fibromialgici
(e dove trovare psichiatra e psicoterapeuta per un intervento globale)