di Ilenia Maria Regina Corvino


La maggior parte delle persone nell’arco della vita fa esperienza di pensieri non voluti che s’insinuano e si fissano nella mente e la maggior parte di esse, di tanto in tanto, sente il bisogno di mettere in atto comportamenti imbarazzanti o pericolosi. Ma solo poche persone manifestano questi pensieri o impulsi in modo così persistente, intrusivo e incontrollabile per le quali può essere giustificata una diagnosi di Disturbo Ossessivo-Compulsivo (DOC).

Le persone con DOC avvertono un impulso interiore, che percepiscono come intrusivo, che le spinge a pensare specifici contenuti e a mettere in atto determinati comportamenti oppure azioni mentali in modo ripetitivo. Questi pensieri e comportamenti ripetitivi producono distress e vengono vissuti come incontrollabili ed estremi, sottraggono gran parte del tempo e sono così frequenti e intensi che interferiscono con le normali attività della vita quotidiana. Queste persone tentano di opporre resistenza all’esecuzione dell’impulso senza riuscirci e considerano come assurdo, inquietante, inappropriato e senza scopo il contenuto dei pensieri e delle azioni che tentano di nascondere agli altri (Lakatos, Reinecker, 2005).

Le ossessioni

Le immagini e i pensieri ossessivi sono contenuti di coscienza che s’inseriscono nel flusso dei pensieri contro la volontà del soggetto che non riesce a sopprimerli pur riconoscendoli come assurdi o estranei alla propria persona.

Essi presentano un carattere

  • intrusivo
  • ricorrente
  • persistente
  • incontrollabile

La persona spesso ne riconosce l’irrazionalità ma non ha il potere di bloccarli.

Le ossessioni più frequenti riguardano la simmetria, l’ordine, la paura di contaminarsi, impulsi sessuali o aggressivi, problemi fisici, questioni religiose. Le persone che soffrono di ossessioni possono arrivare a forme estreme di dubbio, indecisione, procrastinazione

Bloch, Landeros- Weisenberger, Sen et al., 2008

Le compulsioni

Le compulsioni sono comportamenti finalizzati e intenzionali eseguiti secondo determinate regole per scongiurare un pericolo immaginario o per ridurre uno stato d’inquietudine.

Esse non sono necessariamente osservabili attraverso comportamenti esterni ma possono anche prendere la forma di azioni eseguite solo a livello mentale, come schemi e formule che la persona si sente costretta a mettere in atto per ridurre l’ansia causata dai pensieri ossessivi o per scongiurare una catastrofe (Hand e Zaworka, 1981). Razionalmente la persona è consapevole del fatto che non c’è alcun bisogno di quel comportamento, ma allo stesso tempo teme che vi saranno conseguenze terribili se non esegue l’azione.

Le compulsioni più comuni sono:

  • Mantenere la pulizia e l’ordine attraverso rituali elaborati
  • Contare oppure toccare parti del corpo, a queste pratiche la persona attribuisce un valore magico e protettivo
  • Controllare in continuazione di aver eseguito determinate azioni, come tornare indietro 7- 8 volte di seguito per verificare di aver spento il gas, chiuso i rubinetti, serrato bene le finestre prima di uscire e aver chiuso la porta a chiave ( Kring, Davison, Neale, Johnson, 2013).

Le compulsioni di lavaggio e di ordine

Le persone che soffrono di un Disturbo Ossessivo-Compulsivo possono avere un’estrema paura di essere contagiate da germi patogeni, escrementi umani o sostanze chimiche pericolose, ciò le porta a lavarsi le mani con una frequenza esageratamente elevata.

L’azione del lavarsi le mani in modo compulsivo dona sollievo immediato all’ansia associata con l’ossessione di ammalarsi, morire o di contagiare altre persone e vengono messi in atto comportamenti di evitamento nei confronti di tutto ciò che potrebbe contaminarli, come stringere la mano, afferrare una maniglia, toccare superfici.

Una variante rara del disturbo ossessivo-compulsivo è la “lentezza primaria ossessiva”, queste persone hanno bisogno di un tempo lunghissimo per svolgere le faccende quotidiane, come la cura del corpo o le attività domestiche. La causa di questa estrema lentezza è legata all’impulso a eseguire le attività in modo assolutamente preciso e accurato, con una scrupolosità estrema, quindi tutte le azioni vengono svolte prima mentalmente in tutti i dettagli e s’interrompono a ogni movimento per riflettere, quindi attività come lavarsi i denti, la faccia e la doccia possono occupare l’intera mattinata.

Per quanto riguarda le compulsioni di ordine esse si accompagnano a una forma di pensiero magico come per esempio il timore che possa accadere una disgrazia a un familiare se non vengono eseguite determinate attività o se gli oggetti non sono disposti in modo corretto.

Le compulsioni di ordine sono espressione dell’impulso a organizzare secondo un rigido criterio di simmetria gli oggetti personali (Lakatos, Reinecker, 2005).

Nel DOC gli stimoli attivanti riguardano situazioni poco definite come appunto lo sporco, batteri, qualcosa che non è in ordine, quindi questi stimoli non sono mai completamente evitabili e le persone si sentono costrette a mettere in atto comportamenti finalizzati a ridurre l’ansia. Inoltre, i timori connessi allo stimolo sono astratti, legati a conseguenze future, caratterizzati dalla percezione di relazioni causali complesse e poco probabili (Marks, 1987).

Il trattamento

L’approccio psicologico maggiormente utilizzato per i disturbi di tipo ossessivo-compulsivo è quello cognitivo-comportamentale, le cui evidenze scientifiche ne hanno ampiamente dimostrato l’ efficacia in misura maggiore rispetto al trattamento farmacologico (Foa, Libowitz, Kozak et al., 2005) e utilizzabile non solo dagli adulti ma anche da bambini e adolescenti (Franklin e Foa, 2011).

A chi rivolgersi per trattare un disturbo ossessivo- compulsivo

Teleriabilitazione

Presso Istituto Santa Chiara è attivo il servizio di teleriabilitazione dedicato sia ai pazienti in età evolutiva che a quelli adulti.
I pazienti potranno avere a disposizione i professionisti, comodamente e ovunque, senza incidere sulla qualità della terapia, che verrà rimodulata e proposta online, caso per caso.

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Bibliografia

Bloch M.H., Landeros-Weisenberger A., Sen S., Dombrowski P., Kelmendi B., Coric V., Pittenger C., Leckman J.F., 2007, Revisione sistematica: Associazione del polimorfismo del trasportatore della serotonina e del disturbo ossessivo-compulsivo, American Journal of Medical Genetics Parte B 147B:850–858.

Foa E.B., Liebowitz M.R., Kozak M.J., Davies S., Campeas R., Franklin M.E., Huppert J.D., Kjernisted K., Rowan V., Schmidt A.B., Simpson H.B. e Xin Tu, 2005, Studio randomizzato, controllato con placebo di esposizione e prevenzione rituale, clomipramina e loro combinazione nel trattamento del disturbo ossessivo-compulsivo, The American Journal of Psychiatry.

Franklin M.E., Foa E.B., 2011, Trattamento del disturbo ossessivo-compulsivo, Rassegna annuale di psicologia clinica.

Hand I. e Zaworka W., Entwicklung der Zwangsneurose uber die Zeit: Ergebnisse einer Quasi- Langsschnittuntersuchung und deren Implikationen fur die Neurosentheorie und therapie, 1981. In

U. Baumann (Ed.), Indikation zur Psychotherapie, Urban e Schwarzenberg, Munchen.

Lakatos A., Reinecker H., Terapia cognitivo-comportamentale nel disturbo ossessivo-compulsivo, 2005, Fioriti Editore.

Marks I.M., 1987, Fears, Phobias and Rituals, Panic, Anxiety and Their Disorders, Oxford University Press, New York.

Kring .M., Davison G.C., Neale J.M., Johnson S.L., 2013, Psicologia clinica, Zanichelli.