Dott.ssa Oriana d’Esposito
Medico Specialista in Medicina Fisica e Riabilitativa

Direttore Sanitario di Istituto Santa Chiara di Ladispoli


Il ginocchio è una delle articolazioni più frequentemente sede di dolore nel corso della vita.

Nei soggetti giovani è spesso coinvolto nei traumi sportivi, che possono interessare tendini e legamenti, nei soggetti più anziani è la sede più comune di dolore artrosico.

Dolore al ginocchio dopo un trauma sportivo

Gli sport che più frequentemente causano traumi di tipo contusivo o distorsivo del ginocchio sono il calcio e lo scii, oltre agli sport da contatto.

Normalmente dopo l’evento traumatico si manifestano dolore e gonfiore dell’articolazione.

Nel caso il dolore impedisca di flettere o estendere il ginocchio o se il carico sull’arto sia impossibile per dolore acuto bisogna recarsi al Pronto Soccorso per escludere una frattura ossea.

Se dopo qualche giorno tali sintomi persistono, anche nei casi in cui l’evento non ci è sembrato particolarmente allarmante, è fortemente consigliato consultare uno Specialista Ortopedico o Fisiatra per capire l’origine del problema.
Anche infatti immobilizzare semplicemente il ginocchio per molto tempo, se non necessario, può essere sbagliato se non addirittura controproducente sul percorso di recupero.
In caso di rottura tendinea e/o legamentosa la variabile tempo tra l’evento traumatico e il tavolo operatorio è di fondamentale importanza.

Una lesione legamentosa (come ad esempio quella del Legamento Crociato Anteriore) però non sempre richiede l’intervento chirurgico, ecco perché la Risonanza Magnetica non basta.
Una corretta decisione terapeutica dipende dalla gravità del quadro clinico, dall’età del paziente (nei pazienti troppo giovani o troppo anziani va attentamente valutato il rischio/beneficio) e dalle sue esigenze funzionali.

Artrosi del ginocchio

L’articolazione del ginocchio o Gonartrosi è molto spesso la prima sede di dolore artrosico.

Che cos’è la Gonartrosi?

L’artrosi è un processo degenerativo irreversibile delle cartilagini del nostro corpo. I fattori predisponenti sono genetici, metabolici, posturali e funzionali.
I pazienti riferiscono come primo sintomo rigidità al risveglio, dolore nel salire le scale e limitazione funzionale nel cammino e nello sport, ragion per cui tendono negli anni a ridurre drasticamente l’attività motoria e a ingrassare.
Il soprappeso crea sempre più difficoltà nel muoversi, per cui si innesca un circolo vizioso con il risultato che i pazienti arrivano all’osservazione del medico già gravemente obesi.

Ecco perché è fondamentale iniziare a trattare questo problema ai primi sintomi, anche in età precoce.
Cambiare lo stile di vita ed eseguire un’attività fisica corretta che riduca il carico sulle articolazioni (preferire il ciclismo alla corsa per esempio, o l’AcquaGym piuttosto che la lezione di aerobica) possono già da soli cambiare la progressione della malattia.

Il trattamento multidisciplinare dell’artrosi

I trattamenti conservativi, anche questi da iniziare nelle fasi precoci della malattia, sono di tipo farmacologico, fisioterapico e Infiltrativo.

I farmaci antinfiammatori intrarticolari o orali devono essere utilizzati soprattutto nella fase acuta del dolore.
Gli integratori possono fornire un supporto, ma non sono farmaci sintomatici e questo ne riduce notevolmente la compliance, per cui difficilmente i paziente riescono ad assumerli per un tempo tale da ottenere un effetto terapeutico.

La fisioterapia può essere di due tipi:

  • Antinfiammatoria strumentale (Laserterapia, Tecarterapia, Magnetoterapia )
  • Rieducativa funzionale.

Abbiamo già spiegato l’importanza dell’esercizio fisico per prevenire la prima causa di gonartrosi: l’obesità.
Il rinforzo di specifici gruppi muscolari, ma anche la correzione di atteggiamenti posturali sbagliati, possono da soli migliorare la qualità di vita dei pazienti.

Le infiltrazioni di Acido Ialuronico, a basso, medio ed alto peso molecolare, svolgono una funzione di viscoinduzione e/o viscosupplementazione e non devono mai essere eseguite in fase acuta, ma hanno un’azione antalgica sul dolore cronico. Vanno ripetute nel tempo con una cadenza che dipende dal quadro clinico.

Le infiltrazioni con Cellule staminali o PRP (Plasma ricco di piastrine) sono altre valide alternative terapeutiche da valutare caso per caso. Diversi sono i gradi di artrosi, diverse le cause del dolore, per questo non esiste un trattamento che possa essere unico per tutti i quadri clinici.

Quando il quadro clinico è cosi avanzato, da non rispondere più ai trattamento conservativi, l’unica possibilità è rivolgersi al Chirurgo Ortopedico che proporrà un intervento chirurgico più o meno invasivo a seconda dell’età del paziente e della gravità del quadro clinico e radiologico.
La chirurgia artroscopica è stata molto sviluppata negli ultimi anni e propone trattamenti conservativi (debridment,coablazione con radiofrequenza, lavaggio articolare), riparativi (perforazioni ossee, Condroabrasioni, ficrofratture) e rigenerativi (trapianto autologo di condrociti, innesti).
L’intervento risolutivo definitivo prevede l’impianto di una protesi di ginocchio che può essere Monocompartimentale o totale, dove si va a sostituire una sola o tutte le superficiali articolari del ginocchio.

La Gonartrosi è una patologia degenerativa progressiva che interessa tutti, ma con manifestazioni differenti, che dipendono da fattori personali e ambientali.

La terapia è di tipo multidisciplinare. Il medico Fisiatra ha lo scopo di integrare le diverse terapie in un progetto riabilitativo individuale che accompagni il paziente per tutta la vita e che lo coinvolga in prima persona, allo scopo di:

  • Ridurre il dolore e le riacutizzazioni acute
  • Rallentare il progredire della patologia
  • Garantire al paziente la migliore qualità della vita possibile sulla base delle sue aspettative personali

Dove fare la visita per il dolore al ginocchio

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